Bridgerton 5, la stagione dell’amore ritrovato: Francesca e Michaela protagoniste

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A un mese esatto dal debutto in streaming del finale della quarta stagione, Netflix ha interrotto il silenzio che circondava il futuro della serie creata da Shonda Rhimes, gettando luce sulle trame che animeranno il prossimo capitolo della saga londinese. La piattaforma, che ha costruito gran parte del suo successo recente su questo universo fatto di crinoline, pettegolezzi e passioni travolgenti, ha confermato che le riprese del quinto ciclo di episodi – otto, come da tradizione – sono già iniziate nel Regno Unito, dove le troupe stanno lavorando per dare forma a una storia che, pur rimanendo fedele allo spirito dei romanzi di Julia Quinn, sceglie di deviare in modo significativo dalla trama originale.

Al centro di questa nuova narrazione, che dovrebbe approdare sul servizio streaming non prima del prossimo anno, ci saranno Francesca Bridgerton, la figlia di mezzo della famiglia interpretata da Hannah Dodd, e la cugina del suo defunto marito, Michaela Stirling, a cui presta il volto l’attrice sudafricana Masali Baduza. La scelta, che arriva dopo mesi di speculazioni da parte dei fan – divisi tra chi scommetteva su Eloise e chi invece vedeva nella riservata contessa Stirling la candidata ideale – segna un punto di svolta per la serie, introducendo quella che è stata definita la prima storia d’amore centrale omosessuale, una relazione tra donne destinata a occupare il ruolo di fulcro emotivo della stagione.

La narrazione si colloca temporalmente a due anni di distanza dalla scomparsa di John Stirling, il marito di Francesca la cui morte improvvisa aveva chiuso con un velo di tristezza la scorsa stagione. La giovane vedova, che nell’economia delle cronache mondane della Londra di inizio Ottocento si ritrova a dover gestire un’eredità complessa e un futuro incerto, decide di riaffacciarsi sul mercato matrimoniale, spinta più da ragioni pratiche – il bisogno di stabilità e di un ruolo sociale definito – che da un reale slancio sentimentale. È in questo momento di transizione, in cui il calcolo sembra prevalere sul sentimento, che fa il suo ritorno in città Michaela Stirling, cugina di John, tornata a Londra per occuparsi della gestione della tenuta di Kilmartin.

L’annuncio, arrivato attraverso un breve trailer pubblicato sui canali social ufficiali della serie, ha avuto l’effetto di un fulmine a ciel sereno non solo per i sostenitori di altre ipotesi narrative – molti dei quali avrebbero voluto vedere Eloise Bridgerton al centro delle nuove puntate – ma anche per una parte del pubblico più affezionato ai romanzi di Quinn. La scelta di trasformare Michael Stirling, personaggio maschile presente nei libri come interesse amoroso di Francesca, nella cugina Michaela rappresenta una delle variazioni più significative rispetto al materiale d’origine, una deviazione che trasforma quella che nei romanzi era una relazione eterosessuale in una storia d’amore tra due donne. Se da un lato questa operazione ha acceso l’entusiasmo di chi chiedeva da tempo una maggiore rappresentanza LGBTQ+ all’interno del racconto principale, dall’altro ha suscitato l’irritazione di quei lettori che vedevano in questa modifica un tradimento della trama originale, dando vita a un acceso dibattito nei forum e sui social network.

Il ritorno alla produzione e le dinamiche narrative della quinta stagione

Mentre la macchina produttiva è già in moto, con le riprese attualmente in corso nei celebri studi londinesi e in alcune delle dimore storiche che fanno da sfondo alle vicende dei Bridgerton, gli sceneggiatori guidati dalla showrunner Jess Brownell – già al timone per la terza e la quarta stagione – si trovano a dover gestire un materiale narrativo particolarmente delicato. La sfida, per chi scrive, sarà quella di sviluppare una relazione che, pur essendo inedita per i canoni del ton, non perda di vista le dinamiche familiari che hanno decretato il successo del franchise.

La presenza di Michaela a Londra, e la sua necessità di confrontarsi con l’eredità del cugino, la costringerà a fare i conti con una vulnerabilità che, fino a quel momento, aveva sempre tenuto nascosta dietro un carattere solare e spensierato. Per Francesca, abituata a muoversi in punta di piedi all’ombra di fratelli e sorelle più carismatici, la vicinanza di Michaela rappresenterà invece l’occasione per mettere in discussione la propria identità, spingendola a interrogarsi su cosa significhi davvero perseguire la propria felicità in un contesto sociale che ammette poche deviazioni dalle regole stabilite.

Le dinamiche tra le due donne, così come il loro rapporto con il lutto e con il ricordo di John, promettono di alimentare quelle tensioni che sono da sempre il sale della serie. La produzione, forte del successo di pubblico e critica ottenuto con la quarta stagione – incentrata sul romanzo di Cenerentola tra Benedict Bridgerton e Sophie Baek – si prepara così a introdurre una complessità emotiva ulteriore, spostando l’asse della narrazione da un romanticismo patinato a una riflessione più matura e introspettiva sul desiderio e sul senso di appartenenza.

I protagonisti tra fedeltà ai romanzi e cambiamenti strutturali

Se dal punto di vista della trama la scelta di accelerare i tempi per Francesca – la cui storia nei libri di Quinn compare dopo quella di Eloise – potrebbe apparire come una rottura dell’ordine cronologico, dal punto di vista dello sviluppo dei personaggi essa si configura come un naturale proseguimento di quanto visto nelle puntate precedenti. L’arco narrativo di Francesca, già introdotta al pubblico nella terza stagione con il suo matrimonio e ulteriormente esplorata nella quarta attraverso la rappresentazione della sua difficoltà a sentirsi appagata nel rapporto con John, è considerato dalla produzione sufficientemente maturo per poter reggere il peso di una stagione intera.

Hannah Dodd, che ha raccolto il testimone di Ruby Stokes nel ruolo, avrà così l’opportunità di ampliare le sfumature di un personaggio che è stato definito “riservato e introverso”, portando sullo schermo le insicurezze e le scoperte di una donna che finalmente decide di reclamare il diritto a essere felice. Dall’altra parte, Masali Baduza – già apparsa brevemente nelle stagioni precedenti come comparsa – si trova a dover sostenere un ruolo di primo piano, quello di una donna costretta a mettere da parte le proprie paure per affrontare le responsabilità di un’eredità che non aveva mai desiderato e un sentimento che non aveva previsto.

Il contrasto tra il calcolo iniziale di Francesca – che sceglie di rientrare nel “marriage mart” con la testa e non con il cuore – e l’imprevedibilità delle emozioni suscitate dal ritorno di Michaela costituirà la spina dorsale del racconto, una struttura che riflette il dualismo tra l’apparenza e la sostanza, tra le regole sociali e l’istinto, che è sempre stato il marchio di fabbrica della serie. La produzione, che ha costruito il proprio successo su un equilibrio calibrato tra scandalo e romanticismo, sembra intenzionata a sfruttare appieno questa tensione, confidando nell’alchimia tra due attrici chiamate a interpretare quella che sarà la prima grande storia d’amore omosessuale mai raccontata come asse portante di una stagione.

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