Michael Barr spaventa i mercati: la Fed valuta nuovi rialzi dei tassi
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Redazione Economia
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Michael Barr ha indicato che la Federal Reserve potrebbe dover aumentare ancora i tassi di interesse se l’inflazione negli Stati Uniti non mostrerà un rallentamento sufficiente, alimentando nuove tensioni sui mercati finanziari. Le parole del governatore della banca centrale americana hanno rafforzato le aspettative degli investitori su una possibile stretta monetaria nella riunione di ottobre.
La Fed guarda all'inflazione prima della riunione di ottobre
Le dichiarazioni di Barr arrivano in una fase in cui gli operatori stanno monitorando con attenzione i prossimi dati macroeconomici americani. Il rapporto sull’indice PCE relativo ad agosto, atteso il 30 settembre, rappresenta uno degli indicatori più importanti per valutare la traiettoria dei prezzi prima dell’appuntamento del Federal Open Market Committee previsto il 27 e 28 ottobre.
Il nodo centrale riguarda la distanza tra il rallentamento dell’inflazione generale e la maggiore resistenza mostrata dalla componente core, che esclude le voci più volatili come energia e alimentari. Questa dinamica ha spinto diversi esponenti della Federal Reserve a mantenere una posizione più prudente sulla politica monetaria, con il timore che le pressioni sui prezzi possano rimanere elevate più a lungo del previsto.
AI, petrolio e nuove pressioni sui prezzi negli Stati Uniti
Lisa Cook ha evidenziato un altro elemento di rischio per l’inflazione americana: la forte domanda generata dagli investimenti nell’intelligenza artificiale. Secondo la governatrice della Fed, l’espansione del settore sta aumentando la competizione per alcune risorse, comprese energia e capacità produttive legate alle costruzioni, creando ulteriori pressioni sui costi.
Accanto al ruolo dell’AI, la banca centrale osserva anche l’impatto dei prezzi del petrolio e delle tensioni geopolitiche. L’aumento dei costi energetici può trasferirsi su imprese e consumatori, complicando il percorso verso l’obiettivo di inflazione del 2% perseguito dalla Fed. Cook ha spiegato che le prossime decisioni dipenderanno dall’evoluzione dei dati economici e dall’andamento delle pressioni sui prezzi.
Mercati sotto pressione tra debito pubblico e rendimenti obbligazionari
Le prospettive di tassi più elevati hanno aumentato l’attenzione degli investitori anche sul mercato obbligazionario. Il rendimento dei Treasury decennali ha superato il 5%, un livello che riflette i timori legati alla persistenza dell’inflazione e all’impatto di una politica monetaria più restrittiva.
Il quadro finanziario americano è influenzato anche dal peso crescente del debito federale. Il debito lordo degli Stati Uniti ha superato i 40.000 miliardi di dollari a settembre, mentre i pagamenti annualizzati per interessi federali hanno raggiunto circa 1,25 trilioni di dollari nel secondo trimestre. Tassi più alti aumentano il costo del finanziamento pubblico e incidono sulle condizioni economiche complessive.
Le aspettative dei mercati su un possibile aumento dei tassi a ottobre sono cresciute fino a circa il 70%, secondo le rilevazioni citate dagli operatori finanziari. Gli investitori attendono ora i nuovi dati sull’inflazione e sul mercato del lavoro per valutare la direzione della politica monetaria statunitense.
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