Palermo-Mantova, la notte del riscatto per Inzaghi e l’urlo del Barbera
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Redazione Sport
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Il turno infrasettimanale della Serie B porta con sé il peso specifico delle sfide che valgono una stagione, e questa sera al “Renzo Barbera” il Palermo di Filippo Inzaghi è chiamato a trasformare la rabbia in prestazione. Di fronte, a partire dalle 20:00, ci sarà un Mantova agguerrito e bisognoso di punti, reduce da due risultati utili consecutivi — il successo contro il Bari e il pari con la Carrarese — che hanno ridato fiato alle speranze di permanenza in categoria. La classifica, severa e impietosa come sempre, racconta di un divario apparentemente incolmabile tra i rosanero, quarti a quota 51 punti e aggrappati al sogno della massima serie, e i virgiliani, sedicesimi a 27 e in piena lotta per allontanarsi dalla zona playout. Ma in partite come queste, lo dice la storia e lo confermano i precedenti, il divario tecnico spesso viene annullato dalla disperazione di chi ha tutto da perdere.
Per i siciliani, l’obbligo di rialzare la testa è scattato immediatamente dopo il ko di Pescara, una sconfitta contro l’ultima della classe che ha lasciato il segno non solo nella classifica, permettendo al Catanzaro di avvicinarsi a -6, ma anche nella fiducia di un ambiente che non tollera passi falsi. Inzaghi, che proprio in queste circostanze è chiamato a dimostrare tutta la sua esperienza, non dovrebbe stravolgere l’undici iniziale, consapevole che la continuità è l’unica medicina per ritrovare certezze: il ritorno di Bani al centro della difesa a tre, dopo aver smaltito una sindrome influenzale, rappresenta una boccata d’ossigeno per un reparto che ha subito solo 21 reti in campionato e che tra le mura amiche ha costruito la propria forza, incassando appena 7 gol in 14 partite. Davanti a Joronen, il terzetto arretrato dovrebbe essere completato da Peda e Ceccaroni, con Pierozzi, Segre, Ranocchia e Augello a presidiare le fasce in un 3-4-2-1 che affida le chiavi della trequarti a Palumbo e Le Douaron per innescare il bomber Pohjanpalo, uno dei pochi elementi in grado di risolvere partite intricate con una giocata.
Sull’altro fronte, Francesco Modesto, tecnico del Mantova e grande ex di turno per aver militato nella città siciliana, si presenta al Barbera con la necessità di sovvertire un pronostico che vede i suoi sfavoriti. I numeri in trasferta dei lombardi raccontano di una difficoltà cronica a mantenere la concentrazione per l’intero arco della gara, con appena 8 gol realizzati lontano dal “Martelli” e una difesa, quella con 42 reti incassate, che rappresenta il tallone d’Achille di una squadra comunque in crescita morale. L’ex Crotone e Rende, che nei giorni scorsi aveva chiesto ai suoi “più coraggio e sfrontatezza”, dovrà però fare i conti con un’infermeria affollata: le assenze di Bonfanti, Balcot, Cella, Muci e Falletti riducono le opzioni offensive, costringendo il tecnico a puntare sulla solidità del collettivo più che sulle individualità. Il probabile 3-4-2-1 speculare a quello rosanero vedrà Bardi tra i pali, con Dembelé, Meroni e Castellini a protezione dell’area, mentre in avanti la coppia di trequartisti composta da Bragantini e Buso dovrà inventare qualcosa per servire Mancuso, l’unica punta rimasta a disposizione.
L’ex di turno Modesto e la necessità di sporcare la partita
Il tecnico del Mantova, parlando alla vigilia, ha analizzato con lucidità la sfida che attende i suoi, definendo il Palermo “una squadra strutturata, con forza fisica ed esterni molto forti”. Parole che tradiscono un approccio rispettoso ma non remissivo, perché Modesto sa bene che in questi casi l’unica strategia possibile è quella di abbassare il baricentro, chiudere gli spazi e ripartire con ordine, magari sfruttando le palle inattive, situazione nella quale la squadra lombarda ha dimostrato di poter far male. Il pareggio dell’andata, quell’1-1 che al “Martelli” aveva già sorpreso i rosanero, è lì a dimostrare che quando il Mantova riesce a mantenere la partita su binari di intensità e agonismo, può diventare un osso duro per chiunque. La sfida, in tal senso, si giocherà soprattutto a centrocampo, dove l’equilibrio e la capacità di rompere il gioco avversario saranno fondamentali per evitare che Pohjanpalo e compagni possano ricevere palloni puliti in area.
Il fattore Barbera e la spinta di una piazza esigente
Se c’è un elemento che può fare la differenza in questa 28ª giornata, è il calore del pubblico di casa. Il “Renzo Barbera”, secondo stadio della Serie B per capienza, rappresenta per il Palermo un fortino quasi inespugnabile: 27 gol realizzati e appena 7 subiti in 14 gare, con tredici clean sheet complessivi in campionato, sono numeri che raccontano di una squadra che tra le proprie mura trova energie e convinzioni supplementari. La sconfitta di Pescara ha lasciato l’amaro in bocca, ma ha anche riacceso la voglia di rivalsa di un gruppo che non vuole perdere il treno che porta alla Serie A. La spinta dei tifosi, unita alla necessità di rispondere sul campo alle critiche, potrebbe rivelarsi l’arma in più per scardinare la resistenza di un Mantova che arriverà in Sicilia con l’intenzione di fare densità e colpire in ripartenza.
Le scelte tattiche e l’importanza della gestione fisica
In una settimana che prevede tre gare in sette giorni, la gestione delle energie diventa un fattore cruciale per entrambi gli allenatori. Inzaghi, forte di una rosa profonda e di qualità, potrebbe valutare qualche cambio in vista del successivo impegno di Carrara, ma la priorità è vincere subito per non perdere contatto con le prime. Nel Mantova, invece, le assenze per infortunio limitano le opzioni di turnover, costringendo Modesto a chiedere uno sforzo supplementare ai suoi uomini migliori. La partita si giocherà anche sulla capacità di reggere l’urto fisico nei momenti di maggiore pressione, e in questo senso il Palermo parte favorito, potendo contare su una maggiore esperienza e su individualità capaci di risolvere la gara in qualsiasi momento. La sensazione, osservando le probabili formazioni, è che la sfida possa decidersi sui dettagli, su un calcio piazzato o su un episodio favorevole, come spesso accade in un campionato equilibrato e affascinante come la Serie B.




