Binaghi sul futuro delle Atp Finals: “Torino seconda casa, da domani si dialoga”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il presente delle Atp Finals, che si sono concluse con un successo di organizzazione e pubblico, appartiene interamente a Torino, ma il futuro dell’evento, come ha sottolineato il presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi, è un cantiere aperto che richiederà valutazioni complesse. “L’argomento di questa settimana era fare bene questa edizione”, ha dichiarato Binaghi, chiudendo un capitolo per aprirne immediatamente un altro, quello delle trattative per i prossimi cinque anni. Una fase, la cui partenza è fissata simbolicamente proprio da domani, che dovrà necessariamente coinvolgere il Governo centrale per comprendere appieno l’applicabilità della nuova legge sul grande evento sportivo, uno strumento normativo che potrebbe influenzare in maniera decisiva la collocazione geografica della manifestazione.

Il quadro decisionale condiviso

Binaghi, il quale ha voluto ribadire con chiarezza la natura dell’asset – “sono un asset dell’Atp, che sono in concessione alla Fitp per 5 anni” – ha delineato un processo decisionale che non sarà unilaterale. La scelta su dove disputare le Finals in Italia, infatti, verrà assunta congiuntamente dalla Federazione stessa, dall’Atp e da tutti gli altri stakeholder, tra i quali rientrano a pieno titolo gli sponsor principali e i territori che, come quello torinese, hanno contribuito in modo determinante al successo straordinario di questo primo quinquennio. È un meccanismo, questo, che riconosce il valore di un sistema consolidato, pur senza precludere opzioni alternative qualora le condizioni complessive lo rendessero opportuno.

Le dichiarazioni che alimentano le speranze torinesi

Se il quadro istituzionale appare articolato e soggetto a variabili esterne, le parole personali del numero uno della Fitp hanno offerto a Torino un potente motivo di ottimismo. “Questa è una seconda casa per me. A Milano non so neanche dove si trovi il palazzetto”, ha affermato Binaghi, lasciando trapelare un legame emotivo e operativo con la città che in questi anni ha ospitato l’evento. Affermazioni che, sebbene non costituiscano un impegno vincolante, suonano come un riconoscimento pubblico del lavoro svolto e dell’atmosfera creatasi, elementi non facilmente replicabili in un contesto differente, per quanto economicamente vantaggioso.

La contesa sullo sfondo e la certezza del 2025

Sullo sfondo del dialogo che si aprirà permane l’interesse di Milano, che punta a ospitare le Finals nel suo nuovo palazzetto, una struttura più capiente che garantirebbe, in virtù dei tremila posti aggiuntivi, un potenziale di incasso superiore. Una motivazione di carattere economico che si scontra, però, con l’efficienza ormai collaudata dell’apparato torinese e con il consenso di cui gode tra gli addetti ai lavori. Nel frattempo, è certo che per il prossimo anno il torneo rimarrà sotto la Mole, in quella che sarà la sesta edizione consecutiva, un fatto che di per sé consolida un legame e rappresenta un punto di partenza solido per le trattative che verranno.

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