Catania celebra Sant’Agata tra tradizione e devozione
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Redazione Interno
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La festa di Sant’Agata, patrona di Catania, ha raggiunto il suo apice con i tradizionali riti che ogni anno, il 3 febbraio, animano la città. L’uscita delle Carrozze del Senato e l’offerta della Cera nella chiesa di San Biagio hanno segnato l’inizio dei momenti più intensi dei festeggiamenti, che vedono la partecipazione di migliaia di devoti e curiosi. Tra questi, tre studentesse, un politico e un’alta funzionaria del Comune di Catania hanno preso parte ai riti, confermando come la celebrazione unisca generazioni e ruoli sociali diversi. Il sindaco Enrico Trantino, anche quest’anno, ha scelto di non salire sulla Carrozza del Senato, lasciando spazio a una tradizione che si rinnova senza la sua presenza.
La serata del 3 febbraio, conosciuta come “sira o tri”, ha illuminato piazza Duomo con uno spettacolo pirotecnico che ha incantato la folla. Musica, giochi di luce e il suggestivo sfondo della cattedrale hanno creato un’atmosfera unica, mentre il coro lirico siciliano, l’orchestra giovanile del Conservatorio Bellini e il coro di voci bianche “I fanciulli di Agata” hanno eseguito gli inni agatini, accompagnando la devozione con note solenni. La piazza, gremita di persone, ha vissuto uno dei momenti più attesi della festa, che si è concluso all’alba con l’abbraccio a Sant’Agata e l’inizio delle processioni, sia nel giro esterno che in quello interno della città.
Monsignor Luigi Renna, Arcivescovo di Catania, ha guidato il momento liturgico in Cattedrale, sottolineando l’importanza spirituale della festa. Le sue parole hanno risuonato tra i presenti, ricordando il legame profondo tra la città e la sua santa protettrice. La devozione per Sant’Agata, che si rinnova ogni anno, non è solo un fatto religioso ma anche un’occasione per ritrovarsi, condividere e celebrare un’identità collettiva che affonda le radici nella storia e nella cultura locale.




