Auto elettriche trainano il mercato europeo: immatricolazioni in crescita ad agosto
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Redazione Economia
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Le auto elettriche hanno sostenuto la crescita del mercato automobilistico europeo ad agosto 2026, quando le immatricolazioni complessive sono aumentate del 5,3% superando quota 832.000 veicoli. Il dato riguarda l’insieme formato dai Paesi dell’Unione Europea, dal Regno Unito e dagli Stati dell’Associazione europea di libero scambio, cioè Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. L’aumento delle registrazioni di vetture nuove segnala un recupero della domanda dopo una fase caratterizzata dalle difficoltà del settore automobilistico.
La crescita arriva dai veicoli elettrificati
La ripresa del mercato europeo è legata soprattutto alla maggiore diffusione delle motorizzazioni elettrificate. Le vendite di auto a benzina e diesel hanno continuato a ridursi, mentre elettriche pure, ibride e ibride plug-in hanno aumentato il loro peso nelle nuove immatricolazioni. Secondo i dati dell’associazione europea dei costruttori Acea, la crescita dei veicoli con tecnologia elettrica è diventata il principale elemento capace di compensare la flessione dei motori tradizionali.
Le vetture elettriche a batteria hanno rafforzato la propria presenza sul mercato europeo, con un aumento delle immatricolazioni favorito anche dall’ampliamento dell’offerta disponibile per gli automobilisti. Nei primi mesi del 2026 la crescita delle Bev ha interessato diversi grandi mercati, mentre anche le ibride elettriche hanno registrato un incremento significativo, sostenute in particolare da Paesi come Italia e Spagna.
Il cambiamento delle preferenze degli automobilisti
Il progressivo spostamento verso sistemi di alimentazione alternativi sta modificando la composizione del mercato del nuovo. Oggi una quota sempre maggiore delle auto appena immatricolate appartiene alla categoria delle vetture elettrificate, mentre i modelli esclusivamente alimentati con carburanti tradizionali perdono terreno. La trasformazione riguarda sia i clienti privati sia il settore aziendale, con quest’ultimo che potrebbe avere un ruolo più rilevante nella diffusione delle auto a basse emissioni attraverso un diverso sostegno fiscale.
In Italia il passaggio verso la mobilità elettrica procede con un ritmo più contenuto rispetto ad altri mercati europei. A settembre 2026 le auto elettriche pure hanno raggiunto una quota del 7,6% delle immatricolazioni nazionali, in aumento rispetto al 6,4% registrato ad agosto e al 5,6% dello stesso mese dell’anno precedente. Oltre metà delle vendite di Bev nel Paese è stata realizzata attraverso il canale dei clienti privati.
Le difficoltà italiane tra infrastrutture e ricarica
Il divario italiano rispetto ad altri Paesi europei non dipende soltanto dalla disponibilità dei modelli elettrici, ma anche dagli ostacoli percepiti dagli automobilisti nell’utilizzo quotidiano delle vetture a batteria. Tra i principali elementi considerati dagli analisti del settore figura la rete di ricarica, un aspetto che influenza le decisioni di acquisto soprattutto per chi non dispone di soluzioni private.
L’analisi eReadiness 2026 di PwC Strategy&, presentata a Milano alla Torre PwC, ha evidenziato proprio il ruolo delle condizioni che accompagnano la diffusione delle Bev. La transizione verso l’elettrico coinvolge produzione delle automobili, servizi, infrastrutture e capacità del sistema di sostenere un numero crescente di veicoli con alimentazione diversa da quella tradizionale.
La crescita delle auto elettrificate sta modificando anche gli equilibri competitivi del settore. L’espansione della domanda ha favorito l’ingresso di nuovi protagonisti, compresi alcuni produttori cinesi che stanno aumentando la loro presenza nel mercato europeo grazie a una maggiore offerta di modelli elettrici.
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