Sony punta tutto sul True RGB, ma la strada verso l’OLED sembra essersi interrotta
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Ripercorrere gli ottant’anni di storia dei dispositivi Sony Bravia, un viaggio affascinante che mette in luce le pietre miliari del passato, offre una prospettiva unica su come l’ingegneria dei display si sia trasformata nel tempo.
Oggi, tale trasformazione culmina con la presentazione delle nuove tecnologie True RGB, annunciate a Londra insieme ai modelli Bravia 9 II e 7 II. Un cambio di paradigma che affonda le radici in oltre vent’anni di ricerca sulla gestione della luce, iniziata simbolicamente con il rivoluzionario Qualia 005 del 2004. blowingpost +3
Tuttavia, l’assenza di annunci riguardanti l’aggiornamento della linea OLED, o la mancanza di un nuovo modello di punta in quel segmento, lascia spazio a più di una riflessione critica: sembra proprio che il colosso giapponese abbia deciso di rallentare drasticamente l’evoluzione di quella tecnologia per concentrare tutte le risorse sul nuovo sistema a LED colorati, scelta coraggiosa ma non priva di conseguenze sul posizionamento premium dell’azienda. blowingpost +3
L’architettura del colore: perché il True RGB è (teoricamente) superiore
A differenza dei sistemi tradizionali che partono da una luce bianca filtrata, la retroilluminazione True RGB, controllata indipendentemente dal processore proprietario "RGB Backlight Master Drive Pro", utilizza tre sorgenti luminose distinte: rosso, verde e blu.
Per capirci, se un televisore comune è come una torcia che illumina filtri colorati, quello di Sony si comporta più come un impianto luci da teatro, dove si decide l’intensità di ogni singolo colore prima che la scena arrivi sul palco. macitynet +3
Il risultato promesso è un volume colore doppio rispetto al Bravia 9 Mini LED e quattro volte superiore rispetto a un QD-OLED tradizionale. E non è solo una questione di brillantezza: parliamo di stabilità cromatica.
I LED tendono a degradarsi e a virare di colore con la temperatura, ma il sistema monitora costantemente queste variazioni (regolando corrente e lunghezza d’onda) per evitare quell’effetto, spesso fastidioso, che fa assumere alla pelle dei attori una dominante verdastra durante le scene notturne. blowingpost +3
Bravia 9 II e 7 II: due facce della stessa medaglia premium
Sony ha voluto differenziare chiaramente i due modelli per coprire l’intera fascia alta di mercato. Il Bravia 9 II, che si spinge fino alle monumentali 115 pollici, rappresenta il fiore all’occhiello della gamma e introduce l’ormai celebre filtro "Immersive Black Screen Pro".
Si tratta di un rivestimento opaco, sviluppato con i tecnici di Sony Pictures Entertainment, pensato per assorbire la luce ambientale e preservare i neri profondi anche in salotti molto luminosi, una delle principali critiche che tradizionalmente si muovevano ai pannelli LCD rispetto agli OLED. dday +3
Il Bravia 7 II, invece, pur mantenendo la stessa anima tecnologica e il supporto a Dolby Vision, Atmos e IMAX Enhanced, rinuncia a questo rivestimento sofisticato per offrire un prezzo più aggressivo, con formati che partono da 50 pollici per adattarsi a un pubblico più vasto.
Entrambi condividono il sistema audio "Acoustic Multi-Audio+" con tweeter orientati verso l’alto, che proietta il suono in modo più realistico, tentando di colmare il divario sonoro con le soundbar esterne. blowingpost +3
Il paradosso della dimostrazione: l’OLED vince ancora a mani basse
Durante gli eventi di presentazione nella sede di WeyBridge, Sony ha allestito dimostrazioni comparative per esaltare i pregi del True RGB. Ma, in un curioso colpo di scena, la presenza in sala di un pannello OLED dell’anno precedente ha rivelato una verità tecnica forse scomoda.
Se da un lato il True RGB offre una luminosità di picco impressionante e una resa cromatica fedelissima in visione frontale, dall’altro l’angolo di visione laterale del Bravia 7 II mostra ancora evidenti limiti di degrado dell’immagine. macitynet +3
Il top di gamma Bravia 9 II cerca di arginare il problema con il rivestimento opaco, ma al costo di una lieve riduzione della luminosità complessiva. Al confronto, l’OLED ha dimostrato di gestire meglio il contrasto e la precisione cromatica da qualsiasi angolazione, senza dover ricorrere a stratagemmi tecnici per nascondere i compromessi fisici intrinseci della retroilluminazione LCD. tomshw +3
Una considerazione che pesa come un macigno sulla strategia aziendale: se l’obiettivo era dimostrare la superiorità del nuovo corso, il risultato ottenuto ha forse ottenuto l’effetto opposto sugli osservatori più attenti. dday +3
La partnership con TCL e il futuro dei pannelli
A gettare ulteriore luce su questa apparente "messa da parte" dell’OLED ci sono gli accordi industriali. La recente joint venture con il colosso cinese TCL, dove quest’ultimo detiene la maggioranza del 51%, ha inevitabilmente influenzato le linee di produzione.
La sensazione diffusa tra gli addetti ai lavori è che lo sviluppo dei nuovi pannelli sia sempre più orientato da logiche di distribuzione e ottimizzazione dei costi, piuttosto che dalla ricerca della perfezione assoluta senza compromessi. andreagaleazzi +3
Certo, il True RGB rappresenta un passo avanti per i LCD, portando in dote colori più puri e una stabilità in ambienti luminosi che l’OLED fatica a garantire. Eppure, proprio quando ci si avvicina ai listini – si parla di circa 2.500 euro per il 65 pollici – ci si scontra con la realtà: investire quella cifra in una tecnologia retroilluminata significa accettare quei compromessi (soprattutto sugli angoli di visuale) che la controparte OLED ha risolto anni fa. techprincess +3
Con l’introduzione del sistema audio Bravia Theatre Trio, capace di generare 24 altoparlanti virtuali per il 3D Surround, Sony punta a ricreare il "cinema in casa". Ma per chi cerca la perfezione visiva assoluta, al momento, il verdetto è ancora sospeso. andreagaleazzi +3




