Caso Almasri, una nuova denuncia contro l’Italia per omissioni e favoreggiamento

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Una donna della Costa d’Avorio, sopravvissuta agli orrori delle carceri libiche, ha deciso di portare la sua testimonianza davanti alla giustizia italiana, denunciando lo Stato per omissioni e favoreggiamento. La donna, che oggi vive in Italia, ha depositato un atto presso la Procura della Repubblica di Roma, sostenuta dall’avvocata Angela Bitonti, presidente dell’Associazione per la promozione e tutela dei diritti fondamentali dell’uomo. Nel documento, la donna racconta di essere stata vittima di violenze sistematiche, tra cui stupri e percosse, per almeno un anno nella prigione di Mitiga, gestita dal generale libico Almasri e dai suoi uomini. «Mi hanno distrutto la vita», ha dichiarato, descrivendo un inferno quotidiano che l’ha segnata profondamente.

La denuncia arriva in un momento delicato per il caso Almasri, che continua a far discutere non solo in Italia ma anche a livello internazionale. La Corte penale internazionale dell’Aja aveva emesso un mandato di arresto per il generale libico, accusato di crimini contro l’umanità, ma il provvedimento è stato giudicato “nullo” dal ministro della Giustizia italiano, Carlo Nordio, durante un’informativa parlamentare. Nordio ha evidenziato incongruenze, errori nelle date e ripetizioni nel documento, elementi che avrebbero reso impossibile l’arresto e portato alla sua rapida scarcerazione.

La decisione del governo italiano di espellere Almasri, tuttavia, non è stata motivata solo da questioni procedurali. Come ha chiarito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, si è trattato di una scelta politica dettata da «esigenze di salvaguardia della sicurezza dello Stato», volte a evitare «un danno al Paese e ai suoi cittadini». Un linguaggio burocratico che nasconde una realtà più complessa, in cui il diritto internazionale sembra scontrarsi con la cosiddetta “ragion di Stato”.

Intanto, il caso Almasri continua a creare tensioni tra il governo italiano e le istituzioni giudiziarie, sia nazionali che europee. Dopo le critiche rivolte alla Corte dell’Aja, Palazzo Chigi ha alzato ulteriormente il tono, prendendo di mira anche i magistrati italiani. In particolare, è emerso il malcontento del governo nei confronti del procuratore Francesco Lo Voi, accusato di essersi sottratto alle responsabilità rifugiandosi alle Mauritius dopo aver notificato un’indagine.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.