I forfettari sotto esame: le richieste del fisco e i rischi del silenzio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L'Agenzia delle Entrate ha avviato una mirata operazione di verifica nei confronti dei contribuenti che, per l'anno d'imposta 2021, hanno fatto ricorso al regime forfetario senza possedere i requisiti richiesti dalla legge. L'iniziativa, che si concentra in particolare sulla soglia dei redditi da lavoro dipendente percepiti nell'anno precedente, punta a identificare quelle posizioni che, pur avendo superato il tetto dei 30.000 euro nel 2020, hanno comunque usufruito delle agevolazioni. Un'attenzione specifica, come previsto dalla normativa, viene riservata ai casi in cui il mancato rispetto dei limiti comporta l'esclusione automatica dal regime agevolato, rendendo necessaria una corretta dichiarazione dei redditi.
Il quadro normativo e i limiti di accesso
Il regime forfetario, il quale è stato introdotto con l'obiettivo dichiarato di semplificare gli adempimenti per le piccole attività, prevede delle condizioni ben precise per potervi accedere. Tra queste, come stabilito dalla legge di riferimento, vi è il divieto di aver percepito, nell'anno precedente, compensi da lavoro dipendente superiori a 30.000 euro. Chiunque, pertanto, abbia oltrepassato questa soglia nel 2020 e abbia poi scelto il forfettario per il 2011, incorre ora in un accertamento che ne ridetermina la posizione fiscale, applicando le imposte ordinarie e le relative sanzioni. Il meccanismo, del resto, si è rivelato uno strumento efficace per contrastare l'evasione, contribuendo a ridurre in modo significativo il fenomeno tra i professionisti e le piccole imprese.
Le conseguenze della mancata risposta ai questionari
Un aspetto cruciale di questa campagna di controlli risiede nell'invio di questionari da parte dell'Amministrazione finanziaria, i quali richiedono ai contribuenti di fornire chiarimenti in merito alla propria situazione. Ignorare tali richieste, oppure rispondere in modo incompleto o inesatto, non fa che aggravare la posizione del contribuente, esponendolo a un contenzioso più oneroso. L'Agenzia, infatti, procede alla ricostruzione del reddito sulla base degli elementi in suo possesso, talvolta determinando un maggiore importo imponibile e, di conseguenza, un maggiore carico tributario. La collaborazione, in questi frangenti, rappresenta l'unica strada percorribile per cercare di definire la vicenda in modo più favorevole.
La stabilità del regime e le prospettive future
Mentre proseguono gli accertamenti sull'anno 2021, il quadro normativo per il futuro appare ormai consolidato. La legge di Bilancio ha infatti confermato, anche per il prossimo periodo d'imposta, le regole per l'accesso e la permanenza nel regime, compreso il limite di reddito per dipendenti e pensionati. Questa stabilità, che garantisce continuità a coloro i quali operano in regime di forfetario nel pieno rispetto delle norme, non deve tuttavia indurre a sottovalutare gli obblighi dichiarativi. La correttezza nella compilazione dei modelli, unita a una puntuale conservazione della documentazione, rimangono presupposti essenziali per beneficiare delle agevolazioni senza incorrere in successive contestazioni da parte degli uffici.




