La nuova frecciata di Felipe Melo ai tifosi della Juve: “Tutti zitti e a casa”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’eco del triplice fischio dell’Allianz Stadium non si era ancora spenta del tutto, e già i social network ribollivano di commenti e polemiche, alimentati da un protagonista inaspettato ma decisamente non nuovo a certi tipi di provocazioni. Felipe Melo, ex centrocampista brasiliano che nella sua carriera ha indossato entrambe le maglie, prima quella bianconera e poi quella giallorossa del Galatasaray, ha rotto gli indugi con una serie di stories su Instagram che in poche ore sono diventate virali, scatenando reazioni contrastanti tra i sostenitori della Vecchia Signora. Non si è trattato, però, di una semplice esultanza estemporanea per il passaggio del turno della squadra turca, ottenuto al termine di una doppia sfida spettacolare e ricca di gol, ma di un vero e proprio messaggio diretto a fette consistenti del popolo juventino, reo, a suo dire, di averlo bersagliato con critiche nei giorni precedenti la partita -2-5-6.

Il brasiliano, da sempre uomo dal carattere focoso e poco incline ai compromessi, ha voluto tracciare una linea netta e invalicabile tra il rispetto istituzionale per un club che considera, parole sue, tra i più grandi al mondo, e la stizza verso quei tifosi che sui social avevano storto il naso per il suo sostegno al Galatasaray. Nel video pubblicato, infatti, Felipe Melo scandisce con chiarezza il suo pensiero: da un lato la lode per la società Juventus e per i calciatori scesi in campo nel ritorno, autori di una prestazione comunque generosa nonostante il pesante 5-1 subito all’andata; dall’altro l’invito perentorio a quei sostenitori, recatisi sul suo profilo per polemizzare, a fare silenzio e ad accettare il verdetto del campo, suggellato dall’esito complessivo della doppia sfida -2-6.

La genesi di questa ennesima scaramuccia virtuale affonda le radici nelle settimane precedenti il doppio confronto europeo. Già al momento del sorteggio dei playoff, che aveva riacceso i riflettori su una rivalità dagli echi storici, l’ex centrocampista aveva postato un messaggio inequivocabile, rievocando la notte di Istanbul del 2013, quando fu proprio un suo Galatasaray, in una partita giocata su un campo reso impraticabile dalla neve, a eliminare la Juventus di Antonio Conte dalla Champions League -1-4-8. Un ricordo, quello, che aveva già fatto storcere il naso a molti tifosi, i quali avevano cominciato a tempestarlo di commenti negativi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, però, è stata la reazione del brasiliano al termine della partita di andata a Istanbul: un video in cui, sorridendo e mostrando le cinque dita della mano, celebrava la “manita” rifilata dai turchi alla squadra di Luciano Spalletti, un gesto che molti hanno letto come una presa in giro nei confronti del vecchio amore -5-7.

La replica del brasiliano e il legame con i colori turchi

La reazione social di Felipe Melo, tuttavia, non è stata fine a sé stessa, ma ha voluto ribadire un concetto che da tempo gli sta a cuore: il suo legame viscerale con il Galatasaray, un club in cui ha giocato per diverse stagioni e dove è tuttora considerato una bandiera, prevale su qualsiasi altro sentimento professionale passato. Nel suo sfogo, infatti, traspare una sorta di insofferenza verso chi continua a non accettare questa sua chiara e trasparente gerarchia affettiva, quasi che indossare una maglia in passato imponga un’eterna e acritica fedeltà anche a distanza di anni. Il brasiliano ha più volte, in varie interviste, raccontato il suo rapporto viscerale con la piazza turca, un amore ricambiato e che poco ha a che vedere con i tre anni, complicati e non sempre esaltanti dal punto di vista tecnico, trascorsi a Torino -3-10.

La distinzione tra istituzione e tifoseria

Il cuore della polemica sollevata da Felipe Melo risiede proprio in questa distinzione, che per lui è sostanziale e non negoziabile. Da un lato c’è la Juventus come entità, una società che ha fatto la storia del calcio, e nei confronti della quale, anche a distanza di anni, prova riconoscenza e rispetto per l’opportunità avuta, un’esperienza che, come ha dichiarato in passato, lo ha reso un professionista migliore -9. Dall’altro lato, però, ci sono quei tifosi, che lui definisce come coloro che “vengono sul mio profilo a parlare troppo”, i quali non accettano le sue simpatie calcistiche attuali e pretenderebbero da lui un comportamento diverso -2. È a loro che si rivolge l’invito perentorio a stare zitti, un monito secco che lascia poco spazio a interpretazioni e che fotografa, ancora una volta, il rapporto altalenante e complesso tra un calciatore e le piazze che ha attraversato. Un rapporto che, nell’epoca dei social, diventa spesso terreno di scontro diretto, amplificato e privo di filtri, in cui ogni gesto o parola può diventare virale e riaccendere vecchie ruggini.

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