Felipe Melo sfida la Juve sui social e Spalletti studia i bomber del Galatasaray
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Redazione Sport
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La sfida europea, che si disputerà sul campo fra qualche settimana, è già esplosa nel digitale con un post a dir poco provocatorio di Felipe Melo, il cui passato, diviso tra le due squadre, ne alimenta il carattere. L’ex centrocampista brasiliano, dopo un’esperienza torinese dall’esito amaro ma coronato da successi in Turchia dove ha collezionato sette trofei, ha lanciato un’aperta dichiarazione di guerra attraverso i social network, rievocando – non senza una punta di rivalsa – il precedente storico del 2013. Quell’anno, in una partita cruciale, la Juventus di Antonio Conte fu infatti eliminata proprio dal Galatasaray di Roberto Mancini, un episodio che ha lasciato un solco profondo nella memoria del club bianconero, trasformando Istanbul in una meta dal sapore amaro e ricorrente.
Un sorteggio insidioso e il peso della storia
La roulette dei sorteggi di Champions League, che apparentemente non ha favorito i piemontesi, ha riproposto quel confronto carico di ostacoli, inserendolo nel delicatissimo turno dei playoff. La partita di andata in Turchia, come spesso accade in queste circostanze, rischia di essere dirimente per le sorti del passaggio del turno, imponendo alla squadra di Luciano Spalletti una prestazione di assoluta concentrazione e solidità ancor prima del ritorno al Allianz Stadium, il quale, sebbene costituisca un tradizionale punto di forza, potrebbe rivelarsi un’arma spuntata in caso di un risultato negativo in terra ottomana. La preparazione al match, del resto, è complicata dal calendario italiano, che costringe la Juve ad affrontare l’Inter a Milano poco prima del viaggio verso il Bosforo.
L’analisi tattica di Spalletti sui numeri nove avversari
Proprio il tecnico della Juventus, concentrandosi esclusivamente sugli aspetti tecnici e agonistici, ha fornito una lucida analisi delle minacce offensive che il Galatasaray può schierare. Senza citare altri, si è soffermato in particolare sulle caratteristiche dei due attaccanti di cui dovrà studiare il movimento, paragonandone l’istinto del gol a un gruppo sanguigno. “Entrambi, in maniera differente, hanno il numero 9 come gruppo sanguigno”, ha affermato Spalletti, sottolineando come la loro pericolosità richieda una difesa attenta e versatile, capace di adattarsi a diversi piani di gioco. Dell’argentino, in particolare, ha ricordato la freddezza sotto porta, definendolo uno dei finalizzatori più efficaci con cui abbia mai lavorato in carriera.
La partita oltre il retroscena sociale
Al di là delle frecciate sui social e dei ricordi che riaffiorano, la preparazione della gara si gioca su un piano ben più concreto, fatto di schemi e valutazioni atletiche. La squadra di Spalletti, che dovrà poi affrontare nel post-partita europeo altre insidiose trasferte in campionato, sa di non poter commettere errori in una doppia sfida dove il fattore campo, l’atmosfera infuocata dello stadio turco e la qualità individuale di alcuni elementi avversari rappresentano variabili decisive. La partita, in definitiva, si vincerà con la testa e con i piedi, lasciando le chiacchiere e le provocazioni, seppur virali, confinate alla sfera pre e post incontro.




