Bagarre in Consiglio regionale sulla protesta per Gaza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’aula del Pirellone è diventata, ieri, il riflesso speculare delle tensioni che hanno attraversato le piazze, trasformando la seduta del Consiglio regionale della Lombardia in un campo di battaglia politico sulla gestione delle manifestazioni per Gaza. La discussione, infiammata da una mozione presentata da Fratelli d’Italia che condanna gli episodi di violenza e esprime solidarietà alle forze dell’ordine, ha toccato vette di asprezza tali da costringere a una sospensione dei lavori per quasi un quarto d’ora. La proposta, che invoca anche “provvedimenti restrittivi” come il daspo urbano per i responsabili dei disordini, ha fatto da detonatore a uno scontro frontale tra maggioranza e opposizione.

Da un lato, la Lega ha accusato la sinistra di “giustificare le violenze”, sostenendo che certi atteggiamenti finiscano per avallare una deriva incontrollata. Dall’altro, il consigliere del Pd Pierfrancesco Majorino ha ribattuto con durezza, rinfacciando alla maggioranza di essere “ancora zitti di fronte al massacro di bambini” a Gaza, spostando così il baricentro del dibattito dalla cronaca milanese al conflitto mediorientale. Un confronto, il loro, che ha evidenziato la distanza incolmabile tra due visioni: una che concentra l’attenzione sull’ordine pubblico e l’altra che vede nella protesta, per quanto turbolenta, una legittima reazione a una tragedia umanitaria.

Sullo sfondo delle polemiche istituzionali, restano i contorni di una giornata segnata da tensioni. A Milano, dove si sono registrati i momenti più critici, il bilancio parla di circa sessanta agenti feriti durante gli scontri scoppiati in prossimità della stazione Centrale, al termine del corteo. Le indagini della polizia giudiziaria hanno già portato a cinque arresti, con due ragazze, ritenute vicine all’area dei centri sociali, che hanno già affrontato il rito del giudizio diretto con l’accusa di resistenza aggravata. Ad altri tre manifestanti sono state notificate denunce per lesioni e danneggiamenti, a testimonianza di una risposta delle forze dell’ordine che punta a individuare e perseguire i responsabili degli episodi più gravi.

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