Attacco a Hebron, Netanyahu: blocco totale della Cisgiordania
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Redazione Esteri
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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha disposto il blocco immediato della città e la chiusura totale della Cisgiordania dopo l'attacco a Hebron avvenuto questa mattina contro militari israeliani. Lo scontro a fuoco è durato oltre 20 minuti e ha provocato cinque feriti, due dei quali gravi, mentre le forze armate israeliane (Idf) hanno ucciso due palestinesi sospettati di aver compiuto l'azione. Il bersaglio era un posto di blocco, e i feriti sono soldati.
Il modello dei campi profughi esteso alle città
In una nota diffusa dal suo ufficio, Netanyahu ha spiegato che Israele intende applicare anche nei centri abitati il metodo già usato nei campi profughi. «Attueremo il modello offensivo ed efficace che abbiamo applicato nei campi profughi anche all'interno delle città: l'Idf entrerà nei quartieri da cui sono partiti gli attentatori, evacuerà i residenti, perquisirà le abitazioni una per una e distruggerà le infrastrutture terroristiche». Il premier ha aggiunto che le forze armate sono pronte a un'operazione su vasta scala in Giudea e Samaria, i nomi con cui il governo israeliano indica la Cisgiordania. Secondo la formula attribuita a Netanyahu, al posto dei siti distrutti verranno realizzati insediamenti.
Le demolizioni ordinate da Smotrich
La reazione politica è arrivata a stretto giro dai partiti dell'ultradestra, a pochi giorni dalle elezioni parlamentari del 27 ottobre. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha scritto su X di aver disposto la demolizione immediata di un'ampia serie di edifici arabi definiti abusivi, situati nelle immediate vicinanze del luogo dell'attentato. Si tratta di un provvedimento che si aggiunge al blocco deciso dal premier e che riguarda direttamente le costruzioni dell'area in cui si è svolto lo scontro.
Sul fronte della coalizione, il ministro Itamar Ben Gvir ha chiesto di smantellare l'Autorità Palestinese, l'ente che amministra parti della Cisgiordania.
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