Ryanair, utile in calo del 34% nel primo trimestre. Titolo a Dublino giù del 7%

Ryanair, utile in calo del 34% nel primo trimestre. Titolo a Dublino giù del 7%
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un avvio di settimana decisamente negativo per Ryanair alla Borsa di Dublino, dove il titolo ha accusato un netto ribasso, perdendo oltre il 7% nelle prime ore di contrattazioni. A provocare il crollo è stato il deludente rapporto sugli utili del primo trimestre fiscale della compagnia aerea irlandese, un risultato che ha mancato le attese del mercato e che evidenzia le difficoltà del settore alle prese con un contesto geopolitico ed economico complesso.

Numeri sotto le attese e peso del conflitto in Medio Oriente

Nel dettaglio, Ryanair ha archiviato il primo trimestre dell'anno fiscale 2026-2027 (terminato a giugno) con un utile netto di 538 milioni di euro, segnando un calo del 34% rispetto agli 820 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. La cifra si è rivelata inferiore non solo alle stime più ottimistiche degli analisti – il consensus raccolto dalla società si attestava a 579 milioni di euro – ma anche alle previsioni più caute, con una stima di BofA Securities che indicava un risultato atteso di 561 milioni.

Il fatturato ha mostrato una crescita contenuta, aumentando dell'1% a 4,38 miliardi di euro, trainato da un traffico passeggeri in aumento del 6% (con 61,3 milioni di viaggiatori), ma penalizzato da una flessione media delle tariffe del 6%. A pesare in modo determinante sui conti è stato il capitolo dei costi operativi, schizzati dell'11% a 3,81 miliardi di euro.

L'amministratore delegato Michael O'Leary ha attribuito la contrazione a due fattori principali: la necessità di stimolare la domanda con tariffe più basse e, soprattutto, il forte rincaro del carburante. In particolare, l'impatto del conflitto in Medio Oriente ha fatto più che raddoppiare il prezzo della quota di jet fuel non coperta da hedging, che rappresenta il 20% del fabbisogno totale.

La strategia di copertura e le prospettive future

A mitigare parzialmente la tempesta sui prezzi energetici è intervenuta la tradizionale politica di copertura prudente del gruppo. Per l'anno fiscale in corso (fino a marzo 2027), Ryanair ha già protetto l'80% del suo fabbisogno di carburante a un prezzo di circa 67 dollari al barile, una strategia che, come sottolineato da O'Leary, consente di proteggere gli utili dalla volatilità dei mercati petroliferi e di mantenere un vantaggio competitivo in termini di costi rispetto ai rivali europei.

Di fronte al perdurare dell'incertezza, la compagnia ha già iniziato a muoversi per il futuro, estendendo le coperture all'anno fiscale 2028, attualmente fissate al 15% a un prezzo di circa 85 dollari al barile. Nonostante il contesto difficile, la compagnia ha confermato le previsioni sul traffico per l'intero esercizio, puntando a trasportare 216 milioni di passeggeri, con una crescita del 6% prevista per il primo semestre e del 2% per il secondo.

Tuttavia, le prospettive sui prezzi dei biglietti per la stagione estiva appaiono meno brillanti, con una tendenza al ribasso rispetto all'anno scorso.

L'assenza di guidance e la reazione del mercato

La mancanza di visibilità sul secondo semestre, un classico per questo periodo dell'anno, ha spinto il management a non fornire previsioni quantitative sull'utile per l'intero anno fiscale. Il CFO Neil Sorahan ha ribadito che, sebbene la società sia ben posizionata per un anno redditizio, è ancora troppo presto per quantificare i numeri. La reazione del mercato non si è fatta attendere: il titolo Ryanair ha subito un brusco scivolone, perdendo fino al 7% a Dublino in un contesto di delusione diffusa tra gli analisti.

La nota positiva è rappresentata dalla solidità del bilancio, con una liquidità lorda superiore a 2,8 miliardi di euro e un debito azzerato dopo il rimborso dell'ultimo bond, elementi che potrebbero rappresentare un cuscinetto in un momento di turbolenza per il settore aereo europeo.

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