Meteo: aria polare in arrivo, temperature giù e rischio gelate
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La situazione atmosferica sull’Italia è destinata a cambiare in modo evidente dopo diversi giorni dominati da correnti atlantiche cariche di umidità e accompagnate da un clima insolitamente mite, con valori termici ben superiori alla norma per il mese di febbraio; questo flusso ha infatti mantenuto temperature decisamente anomale su gran parte del territorio nazionale, regalando un contesto più simile alla primavera che all’inverno. Ci sarebbe parecchio da dire sull’evoluzione meteo di questi giorni, e capita spesso di leggere in giro, tra social e siti vari, che la primavera sarebbe ormai dietro l’angolo, ma bisogna intendersi su cosa significhi davvero “primavera”. Certo, il primo marzo inizierà quella meteorologica, che ogni anno anticipa di tre settimane quella astronomica, e in effetti marzo gode di una radiazione solare decisamente superiore a gennaio, dunque non siamo più nel cuore del gelo, ma resta un mese estremamente instabile, un ponte turbolento tra l’inverno e la stagione dei fiori. Il flusso perturbato, che non ha mai mollato la presa del tutto, continua a interessare alcune aree: anche in queste ore sono in azione piogge e rovesci al Sud, e nevicate sulle Alpi di confine, ma si tratta pur sempre di perturbazioni atlantiche di basso profilo, chiaramente sprovviste di aria particolarmente fredda -2.
L’irruzione artica nel cuore della settimana
Gli ultimi aggiornamenti parlano chiaro: nella seconda metà della settimana l’Italia sarà teatro di una nuova ondata di maltempo, questa volta più fredda delle precedenti. È ormai certo l’arrivo di un’ondata di freddo di stampo pienamente invernale nel corso della settimana, e per un paio di giorni ci discosteremo improvvisamente dalle ultime settimane dominate prevalentemente dalle correnti umide e poco fredde di stampo atlantico. Tra giovedì 19 e sabato 21 febbraio irromperà improvvisamente aria fredda di stampo artico, richiamata da una perturbazione atlantica che andrà a infilarsi sul Mar Tirreno -1. Questa configurazione, spiegano i meteorologi, porterà alla formazione di un ciclone mediterraneo ben strutturato, e le precipitazioni torneranno diffuse soprattutto al Centro-Nord; con il freddo intrappolato nei bassi strati, la neve potrebbe spingersi fino a quote molto basse e localmente raggiungere anche le pianure -9. Non si parlerà soltanto di freddo asciutto, poiché l’assetto atmosferico favorirebbe nevicate diffuse su numerose città, e questo segnerebbe il ritorno di condizioni ancora più invernali dopo settimane caratterizzate da una maggiore variabilità.
Temperature in picchiata e rischio gelate in pianura
Le temperature subiranno una brusca diminuzione, portandosi nettamente sotto le medie stagionali, e le gelate potrebbero estendersi anche alle zone costiere e, soprattutto, alla pianura Padana dove, all’alba, si attendono valori prossimi allo zero o leggermente negativi -5. In alcune città del Nord, come ad esempio a Udine, l’amministrazione comunale ha già disposto l’attivazione del piano neve e ghiaccio su alcune strade del territorio comunale, alla luce della residua umidità al suolo e del concreto rischio di gelate mattutine, con l’obiettivo di prevenire la formazione di ghiaccio e garantire la massima sicurezza per la circolazione veicolare -4. La nascita di depressioni sui mari italiani, alimentate dal freddo, aumenterà così il rischio di nevicate a bassa quota e localmente fino in pianura, e il forte contrasto tra l’aria gelida in arrivo e le acque marine più tiepide potrebbe infine generare fasi di marcata instabilità, con episodi di neve intensa anche a carattere temporalesco -9. Secondo il modello tedesco, che ha una risoluzione e una fisica leggermente differenti da quello europeo, i fiocchi potrebbero non toccare il suolo in pianura, e ci si aspetta più pioggia mista a neve o, al massimo, della gragnola, quella neve a grani tipica dei rovesci intensi -10.
Il quadro generale e le prospettive
Nel frattempo, l’enorme serbatoio di freddo presente in Scandinavia e nella Russia europea continua a persistere, una sorta di spada di Damocle sulla nostra testa che potrebbe dissolversi nel nulla oppure piombarci addosso a marzo inoltrato, proprio quando la natura si risveglia, causando gelate notturne distruttive per le colture -10. In Europa la circolazione resta puramente invernale: nevica in Germania, Polonia, Svizzera e Austria, mentre in Inghilterra e nei Paesi Bassi piove, ma con l’irruzione d’aria fredda in atto la neve a bassa quota è sempre possibile. L’Oceano Atlantico, inoltre, si presenta ribollente di basse pressioni profonde, che flagellano le Isole Britanniche con allagamenti e maltempo eccezionale -10. Per l’Italia, dopo il passaggio perturbato di giovedì e venerdì, si instaurerà un temporaneo regime di alta pressione, specialmente al nord, con minime che scenderanno vicino ai zero gradi e una discreta escursione termica che porterà le massime fino a quindici gradi, valori miti, certo, ma che non devono trarre in inganno circa la fine dell’inverno -10.




