La Bergamasca si prepara all’arrivo di rovesci e temporali, giù le temperature nel weekend
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Redazione Interno
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Dopo settimane di caldo torrido, con punte che hanno sfiorato i 40 gradi e un’afa persistente, soprattutto in pianura, la Bergamasca si appresta a vivere un brusco cambiamento meteorologico. Mercoledì 21 agosto, infatti, una perturbazione proveniente dall’Atlantico settentrionale raggiungerà l’Italia, portando con sé rovesci, temporali e un calo termico significativo. Le temperature, che in questi giorni hanno toccato picchi record, potrebbero abbassarsi anche di otto-dieci gradi nel giro di poche ore, segnando una netta inversione di tendenza rispetto all’ondata di calore africano che ha caratterizzato gran parte dell’estate.
Manuel Mazzoleni, meteorologo di 3bmeteo.com, conferma che l’anticiclone africano, responsabile della quarta ondata di caldo del 2025, sta per ritirarsi, lasciando spazio a un fronte instabile. "Ci aspettiamo precipitazioni diffuse, soprattutto al Centro-Nord, con possibili fenomeni intensi e localmente forti", spiega. Sebbene il maltempo possa portare sollievo dopo settimane di siccità, non si esclude il rischio di eventi estremi, come grandinate o raffiche di vento, che potrebbero creare disagi.
Il weekend, in particolare, segnerà il punto più basso del termometro, con valori che potrebbero risultare insolitamente freschi per fine agosto. Se da un lato il calo sarà gradito da chi ha sofferto l’afa, dall’altro potrebbe sorprendere quanti si aspettavano un’estate ancora lunga e stabile. La perturbazione, una volta esaurita la sua spinta iniziale, lascerà probabilmente un’atmosfera più fresca e ventilata, anticipando quei primi segnali di transizione verso l’autunno che, statisticamente, iniziano proprio nell’ultima decade di agosto.
Mentre la Protezione Civile valuta eventuali allerte per le zone più a rischio, gli agricoltori della pianura bergamasca – già provati dalla siccità – guardano con preoccupazione ai possibili danni da grandine, che potrebbero compromettere i raccolti in corso. Intanto, i sindaci dei comuni montani si preparano a monitorare i corsi d’acqua, dopo che le scarse precipitazioni degli ultimi mesi hanno lasciato il terreno poco permeabile, aumentando il rischio di piccole frane in caso di piogge intense.




