Leonardo vola nei conti 2025, debito giù a un miliardo e dividendo in arrivo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di Leonardo ha tracciato una linea netta sotto l’esercizio 2025, e i numeri, seppur preliminari, disegnano il profilo di un gruppo in piena salute finanziaria e industriale. La gestione guidata dall’amministratore delegato Roberto Cingolani, infatti, ha portato a casa risultati che non solo centrano, ma superano le previsioni che erano state via via ritoccate al rialzo nel corso degli ultimi dodici mesi. Si parla di ordini per 23,8 miliardi di euro, in crescita del 15 per cento rispetto al 2024, un dato che, unito a un portafoglio lavori complessivo che sfiora i 47 miliardi, garantisce una visibilità non comune per il futuro immediato -1-4-10.

Parallelamente, i ricavi hanno toccato quota 19,5 miliardi, segnando un incremento dell'11 per cento, un balzo in avanti trainato da tutti i settori in cui il gruppo opera, dall’aeronautica all’elettronica per la difesa, passando naturalmente per gli elicotteri -1-4. La redditività non è stata da meno: l’Ebita, il margine operativo ante alcune poste finanziarie, si è attestato a 1,75 miliardi, con una crescita del 18 per cento su base omogenea, a dimostrazione di come l’aumento dei volumi non abbia compresso i margini ma anzi abbia portato a un’efficienza migliore, con il ritorno sulle vendite (Ros) salito al 9 per cento -4-10.

La leva finanziaria si accorcia e la cassa torna a fluire

Il dato che forse più di altri colpisce gli analisti e gli azionisti, e che spiega l’entusiasmo di Piazza Affari, è quello relativo all’indebitamento netto. Il debito si è più che dimezzato, passando da 1,8 miliardi a fine 2024 a un miliardo esatto, un miglioramento del 44,2 per cento che deve molto alla poderosa generazione di cassa operativa -1-4. Il Free Operating Cash Flow ha toccato il miliardo di euro, in rialzo del 21 per cento, un risultato che ha beneficiato anche dell’incasso di 446 milioni derivante dalla cessione del business degli armamenti sottomarini (Uas) a Fincantieri, un’operazione che ha permesso di fare cassa e di concentrare il fuoco sulle attività core -1-10. È in questo contesto di finanze risanate che si inserisce la proposta di un dividendo in crescita, una cedola per gli azionisti che, secondo le prime indicazioni, potrebbe aumentare del 20 per cento, un segnale chiaro di fiducia nei flussi futuri.

L’attesa per il piano industriale e il fronte britannico

Ora lo sguardo si sposta al 12 marzo, data in cui Cingolani svelerà i dettagli del nuovo piano industriale, un appuntamento cruciale per capire come il gruppo intenda consolidare questa traiettoria di crescita -1-4-10. Ma intanto, sul tavolo delle opportunità, ce n’è una che appare sempre più concreta e che potrebbe dare ulteriore slancio alla divisione elicotteri. Si tratta della commessa da circa un miliardo di euro per la fornitura di AW149 alla Royal Air Force britannica, destinati a sostituire i vetusti Puma. Leonardo, che è ormai l’unico offerente rimasto in gara dopo il ritiro di Airbus e Lockheed Martin, aspetta da mesi il via libera definitivo da Londra, una decisione che era stata rinviata a causa delle note tensioni di bilancio tra il Tesoro e il Ministero della Difesa -2-5-8.

L’amministratore delegato, in passato, aveva dovuto alzare la voce, avvertendo il governo di Sua Maestà che ulteriori ritardi avrebbero messo in discussione gli investimenti nel Regno Unito, con possibili ripercussioni sullo stabilimento di Yeovil, dove lavorano migliaia di persone -2-5. Ora, con i conti in ordine e una posizione negoziale rafforzata, l’ok alla commessa sembra davvero a un passo.

La nuova frontiera della difesa terrestre con Iveco e Rheinmetall

Parallelamente alla partita sugli elicotteri, Leonardo sta mettendo a punto un’altra operazione strategica di peso, destinata a ridisegnare il perimetro del gruppo nel settore della difesa terrestre. L’acquisizione di Iveco Defence Vehicles, come confermato dallo stesso Cingolani agli analisti, verrà completata entro marzo, un’operazione che porterà in dote al gruppo competenze e stabilimenti fondamentali per i veicoli blindati -3-6-9. Contestualmente, prosegue la trattativa in esclusiva con i tedeschi di Rheinmetall per la possibile cessione delle attività legate ai camion militari, un segmento che comunque, ha tenuto a precisare il manager, gode di ottima salute e margini a doppia cifra, ma che potrebbe essere separato per ottimizzare la produzione -3-6.

L’intesa con Rheinmetall, una volta superati gli esami Antitrust, potrebbe portare alla creazione di un polo europeo della difesa terrestre in grado di competere su scala globale, un disegno industriale ambizioso che si innesta su un contesto geopolitico, va ricordato, segnato dal ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti e dalla conseguente spinta agli alleati europei ad aumentare la spesa militare. Leonardo, in questo scenario, si muove forte di una crescita organica e di acquisizioni mirate, con l’obiettivo dichiarato di diventare un integratore di sistemi sempre più tecnologico, come dimostrano i 3 miliardi spesi in ricerca e sviluppo, in aumento del 20 per cento, a testimonianza che il futuro si costruisce investendo oggi su competenze e innovazione -4-7.

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