Branduardi e Ward celebrano i trent'anni Unesco di Ferrara con musica e poesia rinascimentale

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Ferrara si prepara a rivivere lo splendore del suo passato rinascimentale, un'atmosfera che da trent'anni è riconosciuta patrimonio mondiale dell'umanità, grazie a due eventi che ne evocano l'eredità culturale. In occasione dell'anniversario dall'iscrizione nella lista Unesco, avvenuta proprio l'11 dicembre del 1995, la città estense ospiterà infatti un concerto speciale di Angelo Branduardi e ha già visto l'interpretazione di Luca Ward, il quale ha dato voce ai versi dell'Ariosto dal balcone del Palazzo Ducale, affacciato su una piazza della Cattedrale che da secoli ne custodisce la storia.

La musica antica rivisitata da Branduardi

Il cuore delle celebrazioni batte al Teatro Comunale Claudio Abbado, dove giovedì 11 dicembre Angelo Branduardi terrà lo spettacolo "La musica alla corte degli Estensi". L'artista, presentando l'evento insieme al sindaco Alan Fabbri, ha sottolineato come quella musica torni a vivere attraverso un progetto, "Futuro Antico", che lui porta avanti da tempo e nel quale riprende e rielabora brani dell'epoca servendosi di strumenti antichi. Per l'occasione, Branduardi non sarà solo: sul palco si esibirà insieme all'Ensemble Scintille di Musica, diretto da Francesca Torelli, in un percorso sonoro che promette di ricreare le sonorità che echeggiavano nelle sale della signoria ferrarese, unendo ricerca filologica e sensibilità interpretativa contemporanea.

La voce di Ward per l'epica ariostesca

Prima delle note, sono state le parole a riecheggiare nel centro storico, in una data simbolica che ha unito idealmente il Cinquecento al presente. Luca Ward, attore e doppiatore dalla voce tra le più riconoscibili del panorama italiano, ha scelto la cornice maestosa della Sala dell'Arengo per decantare i versi dell'Orlando Furioso, offrendo a chiunque si trovasse in piazza un assaggio della letteratura che fiorì sotto il mecenatismo degli Estensi. Quel gesto, semplice e potente, ha restituito per un attimo il ruolo di Ferrara come faro culturale, una città in cui poesia e potere dialogavano strettamente, creando un humus unico le cui tracce sono ancora vividamente percepibili nel suo tessuto urbano e nella sua aura.

Un patrimonio che vive nel presente

Questi eventi, più che mere commemorazioni, appaiono come atti di continuità, dimostrando come il riconoscimento Unesco non sia un sigillo apposto su un'era conclusa, ma un invito a mantenere vitale quel dialogo tra epoche. La scelta di artisti come Branduardi, da sempre esploratore di territori musicali tra folk e medievalia, e di un interprete poliedrico come Ward, conferma la volontà di attualizzare il patrimonio senza tradirne lo spirito. Si tratta, in definitiva, di far risuonare ancora quelle melodie e quei versi, lasciando che essi parlino al pubblico di oggi con la stessa forza con cui conquistarono le corti del Rinascimento, in una città che, a distanza di secoli, continua a custodire e a proporre la sua eccezionale identità.

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