Bper, siglato l’accordo con i sindacati per l’integrazione della Popolare di Sondrio: in arrivo l’aumento dei contributi pensionistici
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Redazione Economia
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Mentre si avvicina la data fatidica del 20 aprile, quella in cui l’inrazione della Banca Popolare di Sondrio in Bper Banca diventerà effettiva anche dal punto di vista operativo e di listing, le organizzazioni sindacali hanno messo nero su bianco le regole che accompagneranno i dipendenti in questo passaggio di consegne. First Cisl, insieme alle altre sigle del gruppo, ha firmato un’intesa che, come spiega il comunicato diffuso al termine della trattativa, mira a creare un “paracadute” normativo per i lavoratori dell’istituto valtellinese, armonizzando istituti contrattuali che altrimenti rischierebbero di creare disparità interne. L’obiettivo dichiarato, al di là della retorica di rito, è quello di gestire una fase oggettivamente delicata per le risorse umane coinvolte, cercando di non disperdere il valore delle migliori prassi contrattuali esistenti in entrambe le realtà bancarie.
Previdenza, un tetto minimo innalzato al 4 per cento
Uno dei nodi più spinosi, spesso fonte di tensione nelle fusioni tra istituti, riguarda il futuro delle buste paga una volta andati in pensione. Su questo fronte, l’accordo raggiunto dal gruppo guidato da Gianni Franco Papa – sebbene il suo nome non sia oggetto di questa nota – introduce una scala mobile per i contributi. Al personale proveniente da Sondrio verrà infatti riconosciuto un aumento immediato del contributo aziendale versato al fondo pensione, che passerà dall’attuale 3,40 per cento al 3,90 per cento, allineandosi così al minimo garantito dalla capogruppo. Ma non è finita qui: l’asticella è destinata a salire ulteriormente per tutti, visto che è stato pattuito un ulteriore scatto al 4 per cento a decorrere dal primo gennaio del 2027. Una progressione, questa, che standardizza verso l’alto il welfare previdenziale, avvantaggiando soprattutto chi arriva da un contesto meno generoso.
Il “pacchetto giovani” si allarga alle vecchie integrazioni
L’intesa, peraltro, scava più a fondo nella gestione delle risorse umane, cercando di risolvere un’altra annosa questione legata alle precedenti operazioni societarie. L’accordo prevede infatti l’applicazione della maggiorazione contributiva al fondo pensione – quella solitamente riservata ai nuovi assunti grazie al cosiddetto pacchetto giovani – anche per il personale che era già entrato in Bper in occasione di fusioni passate, come quelle legate a Ubi Banca o Carige. Una clausola, questa, che Nicola Cavallini, coordinatore nazionale Fisac Cgil di Bper, ha definito come uno strumento capace di tutelare trasversalmente i lavoratori, “a prescindere dalle provenienze”, rendendo più uniforme il trattamento all’interno di un’unica realtà. Un modo, insomma, per evitare che chi è entrato in azienda qualche anno fa si sentisse penalizzato rispetto ai nuovi arrivati da Sondrio.
Ticket pasto e borse di studio, la lunga transizione verso l’uniformità
Non solo Tfr e previdenza, ovviamente. La contrattazione ha messo mano anche al welfare quotidiano e alla conciliazione vita-lavoro, con una serie di impegni che copriranno un arco temporale piuttosto lungo. Per i dipendenti della Popolare di Sondrio, ad esempio, vengono mantenute le provvidenze per i figli e le borse di studio fino all’anno accademico 2027-2028, mentre la cassa sanitaria integrativa resterà in vita fino al dicembre del 2027, termine entro il quale si dovrà trovare una copertura unica per tutto il gruppo. Sul fronte dei ticket pasto, l’aumento è graduale ma consistente: si passerà dagli attuali valori a 9 euro per i full-time entro gennaio 2028, passando per tappe intermedie fissate a luglio 2026 e gennaio 2027. Un aspetto, quest’ultimo, che rivela la complessità tecnica dell’operazione di assorbimento, dove ogni singolo centesimo del buono pasto è stato oggetto di discussione per evitare sperequazioni. A completare il quadro, le dichiarazioni dei sindacalisti locali: Alberto Broggi e Stefano Flematti hanno sottolineato come, in un momento in cui “le certezze storiche vengono meno”, l’accordo restituisca dignità e senso di appartenenza ai dipendenti valtellinesi, mentre dal punto di vista strettamente finanziario l’esclusione di Popolare Sondrio dal MidCap e l’ingresso di Rcs Mediagroup a partire dal 20 aprile chiudono simbolicamente il cerchio di questa trasformazione.




