Blitz nel canale della Manica, Londra intercetta una petroliera della “flotta ombra” russa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non era una semplice pattuglia di routine, quella che nelle prime ore di domenica ha solcato le acque grigie del canale della Manica. I commando dei Royal Marines, supportati da agenti specializzati della National Crime Agency e da mezzi aerei della Raf, hanno abbordato la Smyrtos, una nave cisterna battente bandiera camerunense sorpresa a transitare – forse con la scialba scusa di una rotta commerciale – in quella che Londra considera ormai una linea di frontiera liquida.

L'operazione, della durata di circa sei ore, ha richiesto non solo potenza di fuoco, ma anche una certa精细enza giudiziaria, visto che l'imbarcazione era già stata sottoposta a sanzioni dal Regno Unito mesi prima per il suo coinvolgimento nel trasporto di greggio russo.

La notizia, data dallo stesso premier Keir Starmer con un messaggio pubblicato su X, rappresenta un punto di svolta operativo: è la prima volta che le forze di Sua Maestà eseguono un intervento diretto di questo tipo, trasformando le minacce diplomatiche in un atto concreto di polizia internazionale in un'area strategica come la Manica.

Un colpo basso alla logistica del Cremlino

Per capire la portata dell’accaduto, occorre però soffermarsi su cosa sia esattamente questa “flotta ombra”. Si tratta di un dedalo di oltre settecento navi – molte delle quali vetuste, assicurate in modo opaco e immatricolate in paradisi fiscali o in Stati poco inclini ai controlli – che Mosca utilizza per eludere il tetto massimo al prezzo del petrolio imposto dal G7. È attraverso questi scafi che, nonostante le sanzioni, circa il 75 per cento delle esportazioni di oro nero russo continua a scorrere, alimentando di fatto le casse del conflitto in Ucraina.

La Smyrtos, lo si è appreso dai registri di navigazione, aveva lasciato il golfo di Luga nel Baltico solo pochi giorni prima, dichiarando Port Said (Egitto) come destinazione, ma la sua rotta l’ha invece condotta dritta verso l’intercettazione britannica.

Il ministro della Difesa Dan Jarvis – nominato da pochissimo in un momento di fragilità politica interna per Starmer – ha dichiarato che questa interdizione “infligge un duro colpo alla macchina bellica di Putin”, sottolineando come per il Cremlino sia sempre più difficile nascondere i propri traffici dietro a scartoffie camuffate.

L’inchiesta e i rischi ambientali

Ora che l’equipaggio è stato messo in sicurezza e il controllo della nave è passato agli investigatori britannici, lo scenario si articola su due fronti distinti. Il primo è puramente giudiziario: la Smyrtos resterà ancorata al largo della costa meridionale dell’Inghilterra – tenuta sotto stretto monitoraggio – mentre la National Crime Agency passa al setaccio i documenti di bordo, i registri di carico e i tabelloni delle comunicazioni, cercando di risalire ai network finanziari e alle società di comodo che ancora proteggono gli interessi di Mosca.

Il secondo fronte, invece, è di natura tecnica e ambientale. Le autorità portuali stanno effettuando rilievi sullo scafo per scongiurare rischi di sversamenti, un pericolo concreto visto che spesso queste imbarcazioni della “shadow fleet” navigano con manutenzioni approssimative e polizze assicurative inesistenti. Una perdita di greggio in una rotta così trafficata come quella della Manica avrebbe potuto trasformare un atto di sovranità in un disastro ecologico, un rischio che Londra ha evidentemente calcolato prima di dare il via libera all’abbordaggio.

La Manica come nuova linea rossa

Se dal punto di vista militare l’operazione – che ha visto impegnate anche le fregate HMS Sutherland e HMS Ledbury insieme a velivoli P-8 – è stata un successo tattico, sul piano strategico essa manda un messaggio preciso a tutte quelle petroliere fantasma che credevano di poter scivolare indisturbate tra le correnti della Manica. La scelta di rendere pubblica l’intercettazione poche ore dopo l’accaduto, con tanto di dichiarazioni roboanti del premier, lascia intendere che per Starmer questo sia più di un semplice incidente diplomatico.

A coordinamento con Parigi – che solo qualche settimana fa aveva effettuato un blitz simile nel mirino sempre della flotta ombra – il Regno Unito sta cercando di imporre una sorta di “cordone sanitario” navale alle porte dell’Europa. La Smyrtos, ferma in rada sotto la pioggia battente inglese, diventa così la prova fisica di una strategia che mira a soffocare l’economia di guerra russa non solo sui fronti caldi del Donbass, ma anche sulle rotte marittime del Nord Europa.

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