La marina francese intercetta la petroliera russa Tagor nell'Atlantico

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non si ferma, insomma, l’attività di interdizione marittima messa in campo dagli alleati europei per contrastare quella che ormai è nota come la “flotta ombra” al servizio del Cremlino.

E a dare notizia dell’ultimo blitz in ordine di tempo ci ha pensato direttamente il presidente Emmanuel Macron, che in un post sul social X (ex Twitter) ha confermato l’abbordaggio della petroliera “Tagor” da parte della Marina francese. ilmessaggero +3

L’operazione, avvenuta in acque internazionali dell’Oceano Atlantico, ha visto la partecipazione attiva di diversi partner, tra cui il Regno Unito, a testimonianza di un approccio coordinato – voluto peraltro proprio da Parigi e Londra – volto a colpire le infrastrutture energetiche che ancora oggi alimentano la macchina bellica russa in Ucraina. frosinonenews +3

Un’operazione in alto mare a 740 km dalla costa

I dettagli forniti dalla prefettura marittima dell’Atlantico descrivono un intervento complesso, condotto a più di 400 miglia nautiche (circa 740 chilometri) a ovest della punta della Bretagna, dove la “Tagor” – proveniente dal porto russo di Murmansk – è stata intercettata mentre cercava probabilmente di eludere i controlli. rainews +3

La Marina nazionale, attraverso una squadra d’ispezione, ha verificato la nazionalità del mercantile, sospettato di battere bandiera falsa; dopo l’esame dei documenti di bordo, i sospetti si sono trasformati in certezza, portando alla deviazione del natante come richiesto dal diritto internazionale e su disposizione del pubblico ministero.

E’ inaccettabile, ha tuonato Macron nel suo messaggio, che queste imbarcazioni violino le sanzioni e il diritto del mare, finanziando una guerra che ormai dura da più di quattro anni. frosinonenews +3

La “Tagor” e le sanzioni internazionali

Il target del blitz, la petroliera “Tagor”, non era certo un obiettivo qualsiasi: si tratta di un’unità già pesantemente colpita da un sistema di sanzioni multilaterali.

Secondo i registri ufficiali, il mercantile – identificato dal numero IMO 9282481 – era finito nel mirino degli Stati Uniti già nel luglio del 2025, mentre l’Unione Europea ne aveva sancito l’embargo nell’ottobre dello stesso anno; anche il Regno Unito, partner dell’operazione, l’aveva inserita nella propria blacklist fin dal febbraio del 2026. repubblica +3

Una circostanza, quest’ultima, che dimostra come Mosca cerchi di aggirare le restrizioni cambiando rotte e talvolta persino le insegne delle proprie navi, esponendosi però a rischi concreti, come il fermo e la confisca del carico in acque neutrali. repubblica +3

La strategia del rastrellamento in Atlantico

Non è, va detto, la prima incursione del genere da parte di Parigi: già a marzo, un tribunale francese aveva condannato in contumacia il capitano di un’altra petroliera sospettata di far parte della flotta ombra, reo di non essersi fermato nonostante l’ordine della Marina.

E la mano dura, in verità, è stata ribadita anche dal premier britannico Keir Starmer, che già da un anno ha dato il via libera ai propri militari per abbordare e sequestrare i vascelli sospetti che transitano nelle acque di competenza. ilsole24ore +3

Resta il fatto, a margine della retorica ufficiale, che decine di mercantili legati alla Russia continuano a solcare l’Atlantico e persino la Manica, il che induce a credere che la partita tra sanzioni e contrabbando sia ancora tutta da giocare, e che operazioni come quella della “Tagor” rappresentino più un avvertimento che un argine definitivo al flusso del greggio russo. repubblica +3

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