Italia-Irlanda del Nord, dentro o fuori: la vigilia tra cene di gruppo e la pressione di una generazione senza Mondiali
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Redazione Sport
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Parte da Bergamo, stasera alle 20:45, la rincorsa dell’Italia verso il Mondiale 2026, un’appuntamento che allo stadio New Balance Arena assume i contorni di un dentro o fuori totale nella semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord. Se c’è una frase che ha sintetizzato lo spirito con cui Gennaro Gattuso ha preparato questo snodo cruciale, quella è uscita dal breve ritiro di Coverciano ed è di Riccardo Calafiori. Il difensore dell’Arsenal, parlando con i giornalisti, ha infatti raccontato come “stare insieme conti più che allenarsi”, un concetto apparentemente semplice ma che in queste settimane ha trovato un’applicazione molto concreta. Perché il ct, in attesa di disegnare gli schemi alla lavagna, ha puntato tutto sul filo diretto con i suoi giocatori, organizzando a Londra – come riferito dallo stesso Calafiori – una serie di cene di gruppo tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio, momenti di convivialità in cui forchetta e coltello hanno preso il posto delle riunioni tattiche, il tutto con tanto di conto pagato da Rino e con la presenza di figure del calibro di Gianluigi Buffon e Leonardo Bonucci.
L’attesa a Bergamo e il peso delle assenze passate
L’atmosfera intorno alla New Balance Arena è quella delle grandi occasioni, con lo stadio che si preannuncia tutto esaurito per una sfida che arriva dopo le cocenti delusioni delle mancate qualificazioni contro Svezia e Macedonia del Nord. Per gli Azzurri, reduci da un percorso complicato nel girone dominato dalla Norvegia, l’obbligo è tornare a disputare una fase finale della Coppa del Mondo dopo dodici anni di assenza. La posta in palio è altissima: chi vince stasera accederà alla finale del proprio percorso, dove ad attendere la vincente tra Polonia e Galles ci sarà un’altra gara secca per conquistare uno dei quattro biglietti europei in palio, che garantirebbero l’ingresso nel girone B assieme a Canada, Svizzera e Qatar.
Dal punto di vista della gestione della pressione, Gattuso ha parlato alla vigilia definendo questa “la partita più importante della mia carriera”, un’affermazione forte per un allenatore abituato a vivere ai massimi livelli, ma che rivela la consapevolezza dello scoglio da superare. Il ct azzurro dovrà probabilmente fare a meno di Alessandro Bastoni, ancora in dubbio dopo un acciacco, mentre per il resto della rosa sembra esserci ottimismo, con Sandro Tonali pronto a guidare il centrocampo assieme a Nicolò Barella e Manuel Locatelli. Calafiori, che nel frattempo sta recuperando la migliore condizione dopo un infortunio muscolare che ne ha frenato l’ascesa all’Arsenal, ha elogiato l’approccio del commissario tecnico: “Negli ultimi mesi ho sentito più lui che mia madre”.
L’avvertimento di O’Neill e la forza del gruppo irlandese
Dall’altra parte della barricata, Michael O’Neill suona la carica per i suoi, ben consapevole che la sua squadra parte con i favori del pronóstico inverso. Il ct dell’Irlanda del Nord, in conferenza stampa, ha però voluto ricordare che questa nazionale non ha intenzione di subire il contesto, lanciando una frecciata sottile ma chiara: “Non ci sono più Totti o Del Piero”. Una frase che, lungi dall’essere una sottovalutazione, serve a O’Neill per smontare la pressione psicologica che grava sugli avversari, sostenendo che nessun singolo giocatore italiano incute timore, pur riconoscendo la qualità del collettivo.
Il tecnico nordirlandese ha studiato a fondo la squadra di Gattuso, analizzando il modulo a tre e le opzioni offensive, e ha elaborato una strategia chiara: mantenere il risultato in bilico il più a lungo possibile, sperando che un pareggio a reti inviolate possa far salire la tensione nelle gambe dei padroni di casa. “Abbiamo tutto da guadagnare”, ha dichiarato O’Neill, consapevole che i suoi giovani calciatori, molti dei quali sono sul cosiddetto “trajectory ascendente”, non hanno nulla da perdere. I circa 1.300 tifosi giunti dalla verde Irlanda del Nord rappresentano un sostegno non indifferente per una squadra che dovrà fare a meno di pedine importanti come Conor Bradley, ma che punta a mettere in difficoltà l’Italia con il gioco diretto e le seconde palle, come ha sottolineato lo stesso Gattuso.
Dentro la sfida: schemi, esperienza e la lezione del passato
Gattuso, dal canto suo, ha messo in guardia i suoi dai pericoli insiti nel gioco fisico degli avversari. Durante l’ultima rifinitura, il ct ha insistito sull’importanza di adattarsi a un approccio “molto verticale”, sottolineando che gli irlandesi sono “incredibili” nelle situazioni da fermo e quando mettono i giocatori in area di rigore. L’allenatore azzurro ha voluto mantenere alta la tensione, ricordando ai suoi che l’avversario “ha il dente avvelenato” e che servirebbe “tranquillità ma anche consapevolezza” per gestire i momenti chiave.
Per quanto riguarda le scelte di formazione, le indicazioni della vigilia parlano di un 3-5-2 consolidato con Gianluigi Donnarumma tra i pali, una linea difensiva composta probabilmente da Gianluca Mancini, il recuperato Bastoni (se ce la farà) e Calafiori. A centrocampo, la qualità di Tonali e Barella sarà fondamentale per far girare il pallone e cercare di aprire le maglie di una difesa che si preannuncia chiusa, mentre in attacco dovrebbero agire Mateo Retegui – che ha dichiarato di sentirsi benissimo e di essere tornato presto a Coverciano proprio per preparare al meglio l’appuntamento – e Moise Kean. Il match rappresenta per molti di loro il primo vero esame di maturità con la maglia della nazionale maggiore, un test che potrebbe cancellare – o riaprire – le ferite lasciate dalle mancate qualificazioni del recente passato.




