Italia-Irlanda del Nord, la vigilia del playoff mondiale passa dal fischietto di Makkelie
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Redazione Sport
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Sarà l’olandese Danny Makkelie, arbitro dal polso fermo e con una consolidata esperienza internazionale, a dirigere il match decisivo tra Italia e Irlanda del Nord, semifinale dei playoff di qualificazione ai Mondiali del 2026 in programma giovedì sera alla New Balance Arena di Bergamo. Il fischietto, che ha compiuto da poco 43 anni, è stato ufficialmente designato per il delicato incontro valevole per l’accesso al prossimo appuntamento iridato, quello che – come noto – si terrà tra Stati Uniti, Messico e Canada e che vedrà tra i grandi protagonisti organizzativi anche l’amministrazione guidata da Donald Trump, tornato alla Casa Bianca. Makkelie, coadiuvato dagli assistenti connazionali Hessel Steegstra e Jan de Vries, potrà contare su una cabina di regia tecnologica affidata anch’essa a colleghi olandesi: al Var siederà infatti Pol van Boekel, mentre Jeroen Manschot ricoprirà il ruolo di Avar. Completano il quadro arbitrale lo spagnolo Jesus Gil Manzano, designato come quarto uomo.
Un precedente che sorride all’Italia
Se c’è un dato che gli osservatori non hanno mancato di sottolineare nella giornata di vigilia, questo riguarda l’inerzia statistica legata alla presenza di Makkelie in gare che hanno visto coinvolta la Nazionale italiana. Il direttore di gara, originario di Dordrecht, non ha mai infatti assistito a una sconfitta degli Azzurri nelle partite in cui è stato chiamato a dirigere: un piccolo viatico psicologico, se si vuole, che si aggiunge alla consapevolezza di una rosa che sulla carta parte con i favori del pronostico. La squadra di Luciano Spalletti, chiamata a gestire l’evento unico di una gara secca, dovrà fare i conti con le insidie di un avversario che, libero dalle pressioni del risultato, si presenta al confronto con un atteggiamento mentale diametralmente opposto.
La pressione raccontata da Galbraith
A confermare questa disparità di aspettative ci ha pensato il centrocampista Ethan Galbraith, intervenuto ai microfoni della Press Association per raccontare lo stato d’animo che permea il suo gruppo. Il calciatore nordirlandese ha descritto con schiettezza la condizione della sua selezione: “Cercherò di non pensarci per quanto posso, come fosse una sorta di qualunque altra gara, anche se non sarà semplice”, ha detto riferendosi al peso emotivo della partita, aggiungendo che il carico della responsabilità maggiore grava sulle spalle dell’Italia. Una lettura, la sua, che fotografa una situazione in cui gli uomini di Michael O’Neill possono giocare con maggiore serenità, mentre gli Azzurri devono gestire la pressione tipica di chi è obbligato a vincere per non fallire l’appuntamento con la rassegna iridata.
Il peso specifico di una designazione europea
La scelta di Makkelie, arbitro di provata affidabilità per il massimo palcoscenico continentale, rappresenta una garanzia in termini di gestione del match, specialmente in una fase della competizione in cui i dettagli diventano decisivi. Il fischietto olandese sarà assistito in campo da Steegstra e De Vries – entrambi suoi connazionali – mentre il ricorso alla tecnologia sarà supervisionato dalla coppia Van Boekel e Manschot. L’ufficializzazione di una squadra arbitrale quasi interamente olandese, con l’eccezione del quarto uomo spagnolo, sottolinea l’attenzione riservata dall’Uefa a un confronto che promette intensità tattica e nervi scoperti. Se per l’Italia si tratta di superare l’ostacolo per avvicinarsi alla finale di spareggio, per l’Irlanda del Nord l’opportunità di incidere su un palcoscenico così prestigioso rappresenta già di per sé un risultato. Ma è sul terreno di gioco che si dovrà sciogliere ogni pronostico, con Makkelie chiamato a vigilare affinché la tensione non prevarichi sulla qualità del gioco.




