Eva Herzigova, abito da sposa Lanvin d'archivio per le nozze boho con Gregorio Marsiaj

Eva Herzigova, abito da sposa Lanvin d'archivio per le nozze boho con Gregorio Marsiaj
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Era il 1994 quando l'immagine di Eva Herzigova, stretta in un reggiseno push-up nero con la scritta "Hello Boys", veniva eletta a simbolo di un'estetica che avrebbe segnato un'intera decade. Trentadue anni dopo, la top model ceca ha percorso un cammino diametralmente opposto per il giorno del suo "sì" a Torino, dove sabato 11 luglio ha sposato l'imprenditore Gregorio Marsiaj dopo venticinque anni di relazione e tre figli.

La cerimonia, suddivisa tra rito religioso nella Chiesa di San Vito e firme civili nella Sala dei Plebisciti di Palazzo Carignano, è stata l'occasione per una scelta di stile che ha sorpreso e incantato gli appassionati di moda: un abito da sposa firmato Lanvin, ma non un modello qualunque, bensì un pezzo d'archivio appartenente alla collezione autunno inverno 2020, disegnato da Bruno Sialelli.

Un Lanvin d'archivio per una sposa contemporanea

La scelta di Herzigova, lontana dai tradizionali volumi principeschi e dagli sfarzi tipici dell'abito da cerimonia, ha riportato al centro dell'attenzione un'estetica fluida e romantica, in perfetto stile boho chic. Il vestito, in seta color panna, presentava una linea morbida e sognante, caratterizzata da uno scollo a V impreziosito da una piccola gorgiera e da un delicato laccetto annodato al collo.

A definire la silhouette senza irrigidirla, una coulisse in vita lasciava spazio a una gonna midi plissettata e a un gioco di ruches che si estendevano fino alla mantella, creando un effetto fiabesco e al contempo arioso.

La modella, che per il suo primo matrimonio con Tico Torres, batterista dei Bon Jovi, aveva scelto un abito firmato John Galliano perfettamente in linea con l'immaginario bridal degli anni Novanta, ha optato per una creazione che Bruno Sialelli aveva originariamente concepito come abito da sera, eliminando di fatto i confini tra moda prêt-à-porter e bridal.

Un matrimonio in tre atti tra sacro e profano

Il matrimonio di Eva Herzigova e Gregorio Marsiaj è stato scandito in tre momenti distinti, che hanno coinvolto una cerchia ristretta di invitati, circa una cinquantina, riunitisi per celebrare l'unione di una delle coppie più solide del jet set internazionale. Nel pomeriggio, poco dopo le 17, la cerimonia religiosa ha avuto luogo nella Chiesa di San Vito, dove lo sposo è giunto a bordo di una Aston Martin V8 del 1989 insieme ai tre figli della coppia: George, diciotto anni, Philipe, quindici, ed Edward, dodici.

La sposa, accompagnata dal padre, ha fatto il suo ingresso con il suo abito Lanvin e un bouquet di lisianthus bianchi, per poi proseguire verso Palazzo Carignano. Nella Sala dei Plebisciti, simbolo dell'Unità d'Italia e oggi sede del Museo del Risorgimento, si è svolto il rito civile, che ha ufficializzato l'unione tra la top model e l'imprenditore torinese, quest'ultimo in abito blu notte doppiopetto.

La giornata si è conclusa con un ricevimento al ristorante stellato Del Cambio, uno dei locali storici più iconici del capoluogo piemontese, dove il menù, volutamente internazionale, ha strizzato l'occhio alle origini della sposa con una "Wedding Czech Soup".

La lezione di stile di Mariacarla Boscono

Come spesso accade nei matrimoni delle celebrity, l'attenzione non si è concentrata esclusivamente sulla sposa, ma anche sulle scelte di stile degli ospiti illustri. Tra questi, a rubare la scena è stata la modella Mariacarla Boscono, la quale ha sfidato ogni convenzione del look da invitata con una mise che ha fatto discutere e ispirato molte future spettatrici di nozze.

La Boscono, fedele al suo stile eclettico e rock, ha indossato un mini abito verde acido firmato Alessandro Michele per Valentino, caratterizzato da maniche a palloncino e una lieve fantasia a pois ton sur ton. A completare il tutto, collant neri con ricami floreali e un paio di slingback Rockstud in rosa confetto, anch'esse Valentino, che hanno creato un contrasto volutamente provocatorio e sofisticato.

Una scelta, quella di Mariacarla Boscono, che ha dimostrato come il codice dell'eleganza, anche in occasioni formali, possa essere riscritto con coraggio e personalità, allontanandosi dai canoni più prevedibili del bon ton.

La storia lunga venticinque anni

Il "sì" di Torino rappresenta il coronamento di una storia d'amore iniziata nel 2001 a Varigotti, in Liguria, quando la top model, reduce dal successo planetario della campagna Wonderbra e dalla partecipazione al Festival di Sanremo, incontrò l'imprenditore torinese. Da allora, la coppia ha vissuto tra Londra e Torino, costruendo una famiglia allargata che oggi conta tre figli.

Gregorio Marsiaj, classe 1976, è figlio di Giorgio Marsiaj, fondatore e presidente di Sabelt, azienda specializzata nella produzione di sistemi di sicurezza e componenti ad alte prestazioni per il mondo del motorsport, un'industria che ha reso celebre il nome della famiglia nel capoluogo piemontese.

Il matrimonio, già anticipato lo scorso maggio dalla comparsa delle pubblicazioni all'albo pretorio del Comune di Torino, ha finalmente suggellato un legame che, nonostante le traversie e le difficoltà, si è dimostrato solido nel tempo, regalando una favola moderna e romantica nella cornice di una Torino elegante e discreta.

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