Glen Hansard, il ricordo di Bono e Springsteen: "Era un'anima angelica"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La scomparsa di Glen Hansard, avvenuta mercoledì 29 luglio a Dublino in un incidente motociclistico, ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama musicale internazionale. Il cantautore irlandese, premio Oscar per la ballata "Falling Slowly", aveva 56 anni ed è stato ricordato nelle ultime ore da due dei più grandi nomi della musica mondiale: Bono e Bruce Springsteen.

I loro messaggi, intrisi di commozione e rispetto, dipingono il ritratto di un artista la cui umanità e generosità erano grandi almeno quanto il suo talento, capace di trasformare ogni esibizione in un atto di condivisione e ogni gesto quotidiano in un impegno concreto verso i più fragili.

Bono e l'abbraccio della sua Dublino

Il frontman degli U2, che con Hansard condivideva le radici irlandesi e la passione per il busking, ha voluto ricordarlo con parole che suonano come una vera e propria elegia. In un lungo messaggio pubblicato sui social, Bono ha definito Hansard "una presenza angelica", un uomo che non cercava il palcoscenico per innalzare una barriera tra sé e il pubblico, ma per abbassarla, per restare sempre "a livello degli occhi" di chiunque, soprattutto dei più emarginati.

Il legame tra i due era particolarmente forte intorno al tradizionale "Christmas Eve Busk", il concerto di beneficenza che Hansard organizzava ogni anno a Dublino per raccogliere fondi per il Dublin Simon Community, un'organizzazione che si occupa dei senzatetto.

Bono ha ricordato come Hansard non potesse ignorare una persona che viveva per strada, e come lavorasse instancabilmente perché sempre meno persone fossero costrette a farlo; per questo, il cantante degli U2 lo ha definito "la voce delle strade", aggiungendo che per lui Hansard sarà sempre ovunque veda una moneta cadere in una custodia di chitarra aperta.

Il dolore di Springsteen e l'ultimo post

Anche Bruce Springsteen, conosciuto come The Boss, ha voluto esprimere il proprio sconforto, parlando di un'amicizia nata molti anni fa durante un incontro in Irlanda. In una dichiarazione pubblicata sui social, Springsteen ha scritto: "Siamo qui sulla E Street, e siamo addolorati per la morte di Glen Hansard. Era sempre un grande musicista, un buon amico e un uomo generoso e gentile. Sempre positivo, sorridente e pronto a cantare".

Un particolare che ha reso il tributo di Springsteen ancora più toccante è legato all'ultimo post pubblicato da Hansard su Instagram poche ore prima della tragedia. Il video, carico di significato, mostrava il musicista irlandese che si esibiva insieme a Springsteen sul palco di Kilkenny nel 2013, eseguendo il celebre brano "Drive All Night". Un'immagine che oggi i fan e gli amici conservano come un ultimo, dolcissimo saluto, un testamento visivo di un'amicizia e di una stima che il tempo non aveva scalfito.

Un'amicizia nata da una tragedia: il gesto di Eddie Vedder

Tra i tanti ricordi che stanno emergendo, uno in particolare illumina la profonda umanità che legava Hansard ai suoi colleghi. In un'intervista rilasciata il mese scorso al podcast "Track Star", lo stesso Hansard aveva raccontato l'origine della sua lunga amicizia con Eddie Vedder, frontman dei Pearl Jam. Era il 2010, durante un concerto degli Swell Season, quando un giovane si tolse la vita precipitando dal palco davanti al pubblico. Hansard, sconvolto e traumatizzato, ricevette una telefonata da un numero sconosciuto: era Eddie Vedder.

Il cantante dei Pearl Jam, che anni prima aveva vissuto la tragedia del Roskilde Festival dove persero la vita nove fan durante un loro concerto, chiamò Hansard per cinque giorni consecutivi, offrendogli il suo sostegno e la sua comprensione. In quell'occasione Vedder disse all'amico: "Questa è la mia passione. Se mai ti troverai a Seattle, mi piacerebbe incontrarti". Quella telefonata segnò l'inizio di una profonda amicizia che si trasformò anche in una collaborazione artistica, culminata in un duetto per "Sleepless Nights" e in numerosi concerti insieme.

Quel gesto, che Hansard non dimenticò mai, dimostra come la musica fosse per lui non solo una professione, ma anche un potente strumento di connessione umana.

L'ultimo saluto italiano a Lucca

Il legame di Hansard con il pubblico italiano era forte e sincero, come testimonia l'ultimo abbraccio con i suoi fan, avvenuto appena cinque mesi fa. Il 25 febbraio scorso, il cantautore irlandese si era esibito al Real Collegio di Lucca, in quella che era stata l'unica data italiana del suo tour del 2026, di fronte a circa 300 spettatori.

La scaletta del concerto, ricca di brani tratti dalla sua carriera solista e dai suoi progetti passati, come "Don't Settle", "Didn't He Ramble" e "Revelate", era un viaggio nella sua poetica musicale che intrecciava rock e folk con una rara intensità emotiva. Due giorni dopo, il 27 febbraio, Hansard aveva regalato un'altra emozione ai suoi sostenitori italiani con una jam session improvvisata e inaspettata all'Arci di Sant'Alessio, organizzata dall'associazione Fermento.

Un concerto dal significato particolare, quello dei Miami & the Groovers a Rimini, che si è svolto il 31 luglio in sua memoria, e che ha confermato quanto la sua arte abbia saputo ispirare generazioni di musicisti e appassionati anche in Italia, dove la sua capacità di unire la forza del rock alla profondità del folk continua a vivere nei cuori di chi lo ha visto esibirsi.

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