L’inaugurazione dell’Obama Presidential Center e la grande festa in musica a Chicago

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’attesa, per gli abitanti del South Side e per i sostenitori dell’ex presidente, si è sciolta ieri in una tre ore di spettacolo e celebrazioni, con l’apertura ufficiale dell’Obama Presidential Center a Chicago, un complesso imponente che sorge sulle rive del lago Michigan e che, a dispetto del nome, si configura più come un centro civico e culturale che come una tradizionale biblioteca presidenziale.

L’evento, trasmesso in diretta streaming e seguito da una folla di migliaia di persone accorse sia all’interno dell’area dedicata sia nel parco adiacente dove era stato allestito un maxischermo, ha segnato il culmine di un progetto decennale fortemente voluto dall’ex presidente Barack Obama, il quale ha scelto questo quartiere, dove mosse i primi passi della sua carriera politica e dove incontrò sua moglie Michelle, come luogo simbolico per conservare la memoria della sua amministrazione e, soprattutto, per provare a rigenerare un’area storicamente trascurata della città.

Il concerto di apertura, che ha preceduto l’apertura al pubblico prevista per oggi, in concomitanza con la festività federale del Juneteenth che celebra l'abolizione della schiavitù, ha visto alternarsi sul palco una serie di superstar della musica internazionale, trasformando quella che poteva essere una semplice cerimonia istituzionale in un vero e proprio evento pop.

Un parterre di star per una serata da ricordare

La scaletta, ricca e variegata, ha offerto momenti di grande intensità emotiva, con artisti che hanno legato il proprio nome alla storia politica e culturale degli Stati Uniti. Tra questi, spiccavano le performance di Bruce Springsteen, che ha intonato "Land of Hopes and Dreams" dedicando un pensiero affettuoso alla famiglia Obama, e di Stevie Wonder, il quale ha chiuso la serata con un medley dei suoi successi prima di invitare sul palco Jennifer Hudson, Christina Aguilera, John Legend e lo stesso Vedder per un'esecuzione corale di "Higher Ground".

Non sono mancati i contributi di Eddie Vedder, che si è esibito con l'organizzazione no-profit Guitars Over Guns presentando un brano inedito, e il duo irlandese degli U2, con Bono e The Edge che hanno offerto una versione ridotta e acustica di "City of Blinding Lights", brano che aveva fatto da colonna sonora ai comizi elettorali di Obama nel 2008.

La lista dei partecipanti includeva anche Common, John Legend, Marc Anthony e i Roots, in un mix di generi che ha saputo coinvolgere un pubblico ampio e trasversale, confermando la capacità dell’ex presidente di catalizzare l’attenzione del mondo dello spettacolo.

Un centro da 850 milioni tra museo, sport e comunità

Il complesso, il cui costo complessivo ha raggiunto la cifra di 850 milioni di dollari, copre un'area di circa 7,8 ettari all'interno dello storico Jackson Park e si distingue per la sua architettura moderna, caratterizzata da ampi spazi verdi, giardini e strutture in granito.

Al suo interno, non si trova solo il museo che ripercorre i due mandati presidenziali e le tappe fondamentali della vita di Obama, ma anche una sede della biblioteca pubblica di Chicago, un centro per spettacoli, campi da basket regolamentari e persino una collina per lo slittino, elementi che sottolineano la vocazione del centro come spazio aperto e fruibile da tutti.

A differenza di altre biblioteche presidenziali, questa non custodisce fisicamente gli archivi della National Archives and Records Administration, che saranno invece consultabili digitalmente, ma punta a diventare un polo di attrazione per la comunità, con l'obiettivo dichiarato di ispirare i visitatori e offrire loro gli strumenti per realizzare il proprio potenziale, in linea con il messaggio di speranza che ha contraddistinto la carriera politica di Obama. Per l'occasione, sono attesi tra le 750. 000 e un milione di visitatori all'anno, un flusso che porterà senza dubbio benefici economici alla zona, seppur tra le preoccupazioni di una parte dei residenti per il rischio di una gentrificazione incontrollata.

L'assenza di Trump e la presenza dei presidenti

La cerimonia, che ha visto la partecipazione di illustri ospiti tra cui i presidenti George W. Bush, Bill Clinton e Joe Biden con le rispettive consorti, è stata caratterizzata da una significativa assenza, quella del presidente in carica Donald Trump, il quale ha più volte criticato il progetto in passato definendolo "costoso e in ritardo".

La sua mancanza, tuttavia, non ha scalfito l'atmosfera festosa, e gli interventi dei relatori si sono concentrati sull'importanza del dialogo e sulla necessità di superare le divisioni interne alla società americana, con Obama che ha invitato a riscoprire un senso di appartenenza e responsabilità condivisa, lontano dalla rabbia e dalla polarizzazione politica.

L'inaugurazione rappresenta quindi un momento di riflessione sul passato e sul futuro del paese, un'occasione per celebrare non solo la figura del primo presidente afroamericano, ma anche i valori di inclusione e impegno civico che il centro intende promuovere, trasformando un semplice edificio in un laboratorio di idee e speranza per le generazioni future.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.