Springsteen, Bono e Vedder per Obama: il concerto di Chicago apre il Presidential Center
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Redazione Esteri
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Bruce Springsteen, Bono con The Edge degli U2, Eddie Vedder, Stevie Wonder e una schiera di altri big della musica internazionale si sono esibiti ieri a Chicago in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'Obama Presidential Center, il complesso voluto dall'ex presidente degli Stati Uniti per raccogliere la memoria della sua amministrazione e, al tempo stesso, proiettarsi verso il futuro.
Il concerto, che ha segnato idealmente l'apertura del centro prima dell'accesso ufficiale al pubblico previsto per oggi, ha trasformato il South Side della città in un palcoscenico dove musica e politica si sono intrecciate, richiamando migliaia di persone e le telecamere di tutto il mondo.
Un parterre di stelle per la famiglia Obama
Sul palco, insieme ai già citati artisti, si sono alternati Christina Aguilera, Common, Jennifer Hudson, John Legend, Marc Anthony, Marsai Martin, i Roots e Tems, componendo una scaletta che ha attraversato generi e decenni, dal soul al rock, dall'R&B al pop latino. L'evento ha restituito alla cronaca l'immagine della famiglia Obama al gran completo, con l'ex presidente e l'ex first lady Michelle Obama affiancati dalle figlie Sasha e Malia, ormai giovani donne lontane dai riflettori della Casa Bianca ma tornate al centro dell'attenzione per l'occasione.
La loro presenza ha aggiunto un tratto di intimità a una giornata che, per molti versi, ha assunto i contorni di una grande festa civica, più che di una semplice cerimonia istituzionale.
La biblioteca presidenziale che guarda al futuro
L'Obama Presidential Center sorge nel cuore del South Side di Chicago, il quartiere dove Obama ha mosso i primi passi della sua carriera politica e dove, oltre quarant'anni fa, ha maturato quella vocazione al servizio pubblico che lo avrebbe portato fino alla presidenza degli Stati Uniti. Il progetto, imponente per dimensioni e costi – definiti da più parti "monumentali" e persino "un po' trumpiani" per la loro entità – non è stato concepito come un tradizionale museo celebrativo, ma come uno spazio aperto e vivo, destinato a diventare un punto di riferimento per la comunità locale e non solo.
L'idea, più volte ribadita da Obama durante la cerimonia di dedicazione tenutasi giovedì 18 giugno, è quella di un luogo dove "aiutare gli altri a trovare la propria voce e a realizzare il proprio potenziale", un laboratorio di cittadinanza attiva dove l'ispirazione reciproca diventi il motore per il miglioramento collettivo.
L'accoglienza a sorpresa per i primi visitatori
Nella giornata di oggi, in concomitanza con l'apertura ufficiale al pubblico, l'ex presidente e l'ex first lady hanno voluto accogliere personalmente i primi cento visitatori del centro, sorprendendo la folla in coda e regalando un momento di inaspettata vicinanza. L'inaugurazione, caduta proprio nel giorno del Juneteenth, la ricorrenza che commemora la fine della schiavitù negli Stati Uniti, ha assunto un ulteriore valore simbolico, sottolineando il legame tra la memoria storica e le sfide del presente.
La cerimonia di dedicazione dei giorni scorsi aveva già visto la partecipazione di numerose personalità di primo piano del mondo politico e culturale, mentre l'apertura di oggi rappresenta il vero banco di prova per il centro, chiamato a trasformare le ambizioni del progetto in realtà quotidiana per i cittadini e per i turisti che affolleranno il South Side nei mesi a venire.




