Springsteen, Bono, Vedder e le star per l'Obama Presidential Center: l'inaugurazione a Chicago

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un parterre di stelle della musica si è riunito a Chicago in occasione della cerimonia di apertura dell'Obama Presidential Center, il centro presidenziale voluto dall'ex Presidente Barack Obama e da sua moglie Michelle. Bruce Springsteen, Bono e The Edge degli U2, Eddie Vedder e Stevie Wonder sono solo alcuni dei nomi che si sono esibiti sul palco allestito per l'evento, tenutosi giovedì 18 giugno, prima dell'apertura ufficiale al pubblico, avvenuta nella giornata di venerdì 19 giugno, in concomitanza con la ricorrenza del Juneteenth.

Il concerto, trasmesso in streaming, ha segnato l'inizio di un weekend di celebrazioni per il nuovo complesso, destinato a diventare un polo culturale e di aggregazione per la comunità e non solo un museo celebrativo della presidenza Obama.

Un weekend di stelle e celebrazioni

La scaletta dell'evento di gala era ricca di artisti di fama internazionale, con performance che hanno spaziato dal soul al rock. Oltre ai già citati Springsteen, Vedder, Wonder e al duo degli U2, si sono esibiti Christina Aguilera, Common, Jennifer Hudson, John Legend, Marc Anthony, Marsai Martin, The Roots e Tems.

Tra le esibizioni più attese, quella di Eddie Vedder, nativo dell'Illinois, che ha presentato un brano originale scritto insieme ai giovani del programma Guitars Over Guns, mentre Jennifer Hudson ha eseguito l'inno nazionale e "The Impossible Dream". Bono, prima di eseguire con The Edge una versione ridotta di "City of Blinding Lights", ha scherzato dicendo di rappresentare "gli irlandesi a Chicago", mentre Springsteen ha dedicato la sua "Land of Hope and Dreams" alla famiglia Obama.

Stevie Wonder ha chiuso la serata coinvolgendo tutti gli artisti in un finale corale su "Higher Ground".

Un centro tra memoria e comunità

L'Obama Presidential Center, situato nel cuore del quartiere di South Side a Chicago, è stato concepito non come un tradizionale archivio presidenziale, ma come uno spazio pubblico vivo e dinamico. Il progetto, costato circa 850 milioni di dollari, si estende su un'area di 19 acri e comprende un museo con una replica dello Studio Ovale, una biblioteca pubblica, un giardino progettato da Michelle Obama, un campo da basket professionistico e aree verdi attrezzate per picnic e attività all'aperto.

L'ex presidente ha sottolineato come il centro non debba essere un "mausoleo senza vita", ma piuttosto una "vibrante e vivace celebrazione della comunità", un luogo dove le persone possano riunirsi per trovare ispirazione e realizzare il cambiamento che desiderano vedere nelle loro comunità. La scelta di South Side, dove la famiglia Obama ha vissuto e dove lui ha iniziato la sua carriera politica, rappresenta un ringraziamento alla città che lo ha formato.

L'accoglienza a sorpresa e le personalità presenti

Venerdì 19 giugno, in occasione dell'apertura al pubblico, Barack e Michelle Obama hanno accolto personalmente i primi cento visitatori, sorprendendoli e stringendo loro la mano tra gli applausi. I due ex coniugi presidenziali hanno anche letto il libro "Where the Wild Things Are" a un gruppo di bambini nella biblioteca pubblica all'interno del centro, in un gesto che ha reso l'evento ancora più intimo e familiare. La cerimonia di dedicazione di giovedì ha visto la partecipazione di numerose personalità di primo piano, tra cui i tre ex presidenti George W.

Bush, Bill Clinton e Joe Biden, oltre a figure internazionali come l'ex cancelliera tedesca Angela Merkel e l'ex premier canadese Justin Trudeau. L'attuale Presidente Donald Trump, che in passato aveva definito il centro "un disastro totale", non è stato invitato alla cerimonia.

Un'eredità per le future generazioni

L'Obama Presidential Center, il cui museo è descritto come la prima biblioteca presidenziale completamente digitale, mira ad attrarre circa un milione di visitatori all'anno. L'edificio principale, una torre di granito alta 69 metri, la cui superficie è incisa con le parole del discorso di Obama per il 50° anniversario della marcia da Selma a Montgomery, si erge come un faro nel quartiere di Jackson Park.

Sebbene la sua realizzazione abbia suscitato in passato polemiche per l'impatto sul parco e i costi elevati, l'apertura del centro è stata accolta con entusiasmo dalla comunità locale, che lo vede come un'opportunità di rilancio per l'intera area.

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