Ryan Gosling dice addio al progetto dei Daniels, e sul film senza titolo cala il sipario sul mistero
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’era una certa aria di attesa, quasi palpabile, attorno al nuovo progetto dei Daniels – quel folle duo, Daniel Kwan e Daniel Scheinert, capace di trasformare un multiverso in un’epopea familiare con Everything Everywhere All at Once – ma ora, a sorpresa, quell’aria si è fatta più rarefatta. Ryan Gosling, l’attore che molti davano per certo nel ruolo di protagonista di questo film di fantascienza ancora senza titolo, ha infatti deciso di fare un passo indietro. Una decisione, la sua, che arriva come un fulmine a ciel sereno, considerando che solo pochi giorni fa la sua adesione al progetto era stata accolta con entusiasmo dai fan del genere e non solo; eppure, a quanto pare, non c’è stata alcuna rottura traumatica, bensì un semplice – se così si può definire – conflitto di agende.
Un’uscita silenziosa, tra impegni incrociati e un calendario impossibile
Secondo le prime ricostruzioni, che riprendono quanto anticipato da alcune testate specializzate, il problema sarebbe nato dalle tempistiche produttive, quelle che spesso, in un certo cinema d’autore votato alla complessità, si rivelano più rigide di quanto si possa immaginare. Le riprese del misterioso lungometraggio – lo stesso per cui Gosling aveva avviato i contatti con la Universal – erano state pianificate per svolgersi a Los Angeles durante l’estate, ma l’attuale interprete del successo L'ultima missione: Project Hail Mary si è trovato spiazzato da un calendario già saturo di impegni precedenti. Nessuna polemica, dunque, né tanto meno dissapori artistici: si tratterebbe, piuttosto, di quella comune incompatibilità logistica che, a Hollywood, può far saltare anche l’intesa più promettente. L’attore, dal canto suo, ha già dimostrato più volte di saper dosare con cura la propria presenza sul grande schermo, scegliendo progetti lontani dai ritmi forsennati di molte produzioni contemporanee, e questo addio non fa che confermare una certa coerenza di metodo.
I Daniels, dopo l’Oscar, restano nell’incertezza più totale
Se ne era parlato con insistenza, solo qualche giorno fa, del possibile sodalizio tra la star di Drive e i due registi che nel 2023 hanno portato a casa la statuetta per la sceneggiatura e la regia di Everything Everywhere All at Once, e proprio quel clamore mediatico rende oggi l’abbandono di Gosling ancora più stridente. Per i Daniels, abituati a lavorare con budget ridotti e attori non sempre convenzionali, perdere un nome del calibro dell’ex Ken – quello del Barbie di Greta Gerwig – rappresenta un colpo al cerchio della visibilità del progetto, anche se nulla si sa ancora della trama o del ruolo che l’attore avrebbe dovuto interpretare. Il film, lo ricordiamo, è privo persino di un titolo ufficiale, e proprio questa assenza di dettagli ne aveva alimentato il fascino misterioso, facendone uno dei titoli più attesi tra quelli in fase di sviluppo a Hollywood. Ora, senza il suo protagonista, l’intera operazione rischia di subire una battuta d’arresto, o quantomeno una radicale rinegoziazione delle tempistiche e dei ruoli.
La macchina dei sogni hollywoodiana e i suoi ingranaggi imprevedibili
Non è la prima volta, va detto, che un progetto di alto profilo perde per strada un attore di primo piano per ragioni di calendario; e non sarà certo l’ultima, in un sistema produttivo dove ogni ingranaggio deve combaciare alla perfezione perché altrimenti l’intera macchina si inceppa. La vera notizia, semmai, sta nella rapidità con cui si è consumata questa separazione – annunciata a ridosso della stessa notizia del coinvolgimento – e nel silenzio che ora avvolge i piani futuri dei Daniels. Si parlava di un ritorno alla fantascienza dopo il loro folle viaggio tra universi paralleli e bagel cosmici, ma senza Gosling a fare da traino, e senza un copione reso pubblico, il progetto rischia di tornare in quella fase nebulosa che precede ogni vera svolta produttiva. Resta intanto la curiosità del pubblico, quella stessa curiosità che aveva accolto con favore l’accoppiata tra l’attore canadese e il duo più anticonformista del cinema americano contemporaneo, e che ora si interroga, inevitabilmente, su chi potrà mai sostituirlo – se mai qualcuno verrà chiamato a farlo.




