Il Piemonte sotto l'assedio delle supercelle: nubifragi e grandine tra Langhe, Novarese e Torino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pomeriggio di oggi ha trasformato il Piemonte in un teatro di eventi meteorologici estremi, con una sequenza di temporali violenti che si sono abbattuti su gran parte della regione, colpendo con particolare intensità le province di Novara, Vercelli, Cuneo e Asti, senza risparmiare nemmeno il capoluogo.

La causa di questa ondata di maltempo, che ha portato con sé nubifragi, grandinate e raffiche di vento devastanti, è stata identificata dai meteorologi nella formazione di una supercella, un tipo di temporale organizzato e persistente caratterizzato da un forte movimento rotatorio al suo interno, capace di generare fenomeni estremamente distruttivi come i downburst, ovvero quelle potenti correnti d'aria discendenti che, una volta toccato il suolo, si disperdono in raffiche lineari di eccezionale intensità.

Torino si risveglia tra pioggia e grandine: il termometro crolla di 10 gradi

Il temporale che ha interessato il capoluogo piemontese è stato particolarmente significativo, se non altro per il sollievo che ha portato a una popolazione che attendeva da tempo un po' di refrigerio. L'intensità del fenomeno, tuttavia, ha sorpreso molti, con una grandinata che, fortunatamente, ha interessato prevalentemente la zona nord della città con chicchi di piccole dimensioni, scongiurando così danni a persone o veicoli.

L'aspetto più rilevante di questo evento è stato il drastico crollo delle temperature: come rilevato dalla centralina Meteo in Piemonte di Torino Regio Parco, il termometro è passato dai 32 gradi percepiti prima dell'arrivo del fronte temporalesco a soli 22 gradi, un brusco calo termico di 10 gradi che ha testimoniato la potenza del sistema atmosferico in transito sulla città.

Fara Novarese e la Bassa Valsesia: il bilancio dei danni dopo la furia del vento

Se a Torino la grandine è stata di modesta entità, la situazione si è fatta drammatica in altre aree, in particolare nel Novarese e nella Bassa Valsesia, dove il maltempo si è fatto strada a partire dalle 15 di oggi, venerdì 7 agosto, attraversando l'intera provincia con una furia che ha lasciato il segno. Tra i Comuni più colpiti spicca Fara Novarese, dove le raffiche di vento, che hanno raggiunto velocità prossime agli 80 chilometri orari, hanno avuto effetti devastanti sulla viabilità e sulle strutture.

L'episodio più eclatante ha riguardato l'albergo ristorante Farese, situato all'imbocco nord della circonvallazione, il cui tetto è stato letteralmente scoperchiato dalla violenza del downburst, lasciando l'edificio esposto alle intemperie. A questo danno ingente si aggiungono numerosi altri disagi segnalati sul territorio, come la caduta di alberi e rami lungo le strade e la presenza diffusa di grandine, i cui chicchi, grandi come ciliegie, hanno martellato le campagne e i centri abitati, provocando danni a colture e automobili.

Dalle Langhe al cuneese: un vortice di maltempo che non risparmia il sud Piemonte

Mentre il Novarese contava i danni, un altro fronte temporalesco di notevole intensità si abbatteva nel tardo pomeriggio sulle province di Cuneo e Asti, con particolare riferimento all'area delle Langhe, già note per la loro fragilità idrogeologica. I fenomeni hanno seguito la medesima dinamica osservata a nord, con nubifragi che hanno allagato strade e scantinati e raffiche di vento che hanno sradicato diversi alberi, complicando la circolazione stradale in diverse arterie secondarie.

La grandine, anche in questo caso, si è presentata con chicchi di dimensioni rilevanti, sollevando preoccupazione tra gli agricoltori della zona, impegnati nella raccolta delle uve e delle nocciole, le cui produzioni potrebbero subire ingenti perdite a causa dell'impatto violento dei chicchi sui frutti e sulle piante. Le immagini giunte dalla rete mostrano un paesaggio imbiancato dalla grandine, a testimonianza della straordinaria violenza dei fenomeni.

Venti a 80 km/h e chicchi come ciliegie: la dinamica di una supercella

Gli eventi di oggi si inquadrano perfettamente nel contesto di una supercella temporalesca, un sistema che, a differenza di un comune temporale estivo, possiede al suo interno un mesociclone, ovvero una corrente d'aria ascendente in rotazione. Questo meccanismo è in grado di separare le aree di precipitazione e di alimentare correnti discendenti estremamente fredde e dense, che precipitano al suolo generando i cosiddetti downburst.

L'impatto di queste raffiche, che come visto a Fara Novarese hanno superato gli 80 chilometri orari, è paragonabile a quello di un tornado di bassa intensità, ma con danni che si distribuiscono lungo una traiettoria lineare piuttosto che su un percorso tortuoso.

La combinazione di vento fortissimo, grandine di grosse dimensioni (anche di 3-4 centimetri di diametro) e piogge torrenziali ha creato le condizioni per un pomeriggio di caos e apprensione, con i vigili del fuoco costretti a decine di interventi per mettere in sicurezza tetti pericolanti, rimuovere alberi caduti e gestire le situazioni di allagamento che si sono verificate in diversi punti delle province coinvolte.

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