Martina Carbonaro, lo zio di Tucci: "Reazione comprensibile, ma il dopo fa rabbia"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La morte di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa dall’ex fidanzato Alessio Tucci in un casolare di Afragola, continua a suscitare reazioni contrastanti, anche tra i familiari dell’assassino. Durante una partecipazione a Pomeriggio Cinque, uno zio di Tucci ha descritto lo stato d’incredulità che pervade la sua famiglia, sottolineando come il gesto del nipote sia apparso incomprensibile a chi lo conosceva. Tuttavia, alcune sue parole hanno acceso polemiche, in particolare quando ha ammesso di comprendere, seppur in parte, quella che ha definito «un attimo di follia».

Diverso il tono usato dai parenti di Martina, la cui rabbia non accenna a placarsi. «Non vogliamo un ergastolo, ne vogliamo tre. Perché a noi Martina nessuno ce la dà indietro», ha dichiarato Francesca, cugina della vittima, ribadendo la richiesta di giustizia per una morte che ha lasciato segni indelebili. La famiglia della ragazza ha ricordato come Tucci, prima della confessione, si fosse avvicinato a loro durante le ricerche, un dettaglio che ora alimenta ulteriore dolore.

I risultati preliminari dell’autopsia, intanto, delineano un quadro agghiacciante: Martina avrebbe riportato due colpi alla nuca e lesioni frontali, elementi che confermano la violenza dell’aggressione. «Quel mostro era lucido e merita l’ergastolo», ha aggiunto Santa, zia della vittima, fuori dall’ospedale di Giugliano, dove il corpo è stato esaminato. Il volto della ragazza, secondo i familiari, era talmente compromesso da renderla irriconoscibile.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.