Kiev e Washington firmano un "accordo storico" sulle terre rare, ma gli investitori frenano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo terzo anno, Kiev e Washington hanno siglato un’intesa definita "storica" per lo sfruttamento congiunto delle risorse minerarie ucraine, in particolare delle terre rare, elementi cruciali per l’industria tecnologica e militare. A firmare l’accordo, mercoledì a Washington, sono stati il segretario al Tesoro americano Scott Bessent e il vice primo ministro ucraino Yulia Svyrydenko, dopo mesi di trattative non prive di tensioni.

Mikhailo Podolyak, capo dell’Ufficio del presidente Volodymyr Zelensky, ha celebrato il risultato su X, sottolineando che l’intesa non prevede "alcun debito" né "obblighi di compensazione" per gli aiuti militari già ricevuti dagli Stati Uniti. "Questo accordo conferma che l’Ucraina può trattare alla pari con le superpotenze", ha scritto, ribadendo il valore simbolico di un patto che, però, dovrà affrontare sfide pratiche non indifferenti.

Gli analisti americani, infatti, invitano alla cautela: le infrastrutture ucraine, devastate dalla guerra, e la mancanza di dati certi sui giacimenti minerari rendono difficile valutare la sostenibilità economica degli investimenti. Senza contare che la sicurezza nel paese rimarrà precaria finché non si troverà un accordo con Mosca, come dimostrano le ripetute visite a Mosca di Steve Witkoff, ex avvocato di Trump e figura chiave nei contatti con il Cremlino

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