Chi sarà il prossimo papa: i cardinali papabili e le regole del conclave

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con la morte di papa Francesco, avvenuta il 21 aprile all’età di 88 anni, la Chiesa cattolica si prepara a eleggere il suo successore. A decidere saranno i 135 cardinali elettori – quelli che non hanno superato gli ottant’anni –, anche se il numero potrebbe variare: il cardinale spagnolo Carlos Osoro Sierra, che compirà 80 anni il 16 maggio, è ancora in bilico. Dei 138 porporati che avrebbero potuto votare, ben 110 sono stati nominati da Bergoglio, un dato che influenzerà inevitabilmente le dinamiche del conclave, previsto tra il 5 e il 10 maggio, dopo i funerali del pontefice in programma il 26 aprile.

La procedura per l’elezione del nuovo papa segue un rituale immutato nei secoli. I cardinali, trasferitisi nella Casa di Santa Marta, parteciperanno alla messa «pro eligendo Papa», celebrata probabilmente dal decano Giovanni Re. Nel pomeriggio, in processione, raggiungeranno la Cappella Sistina, dove, dopo il canto del Veni Creator e il giuramento di segretezza, il maestro delle celebrazioni liturgiche pronuncerà l’extra omnes, l’ordine di lasciare la sala a chi non è coinvolto nel voto.

Tra i nomi più ricorrenti tra i papabili, spiccano quelli di cardinali che, per provenienza geografica o ruolo, potrebbero raccogliere il consenso necessario. L’Europa, con 54 elettori – di cui 17 italiani –, resta il continente più rappresentato, ma il peso delle chiese africane e latinoamericane, con 18 e 21 porporati rispettivamente, potrebbe spingere verso una scelta inedita. Senza dimenticare l’Asia, dove i cardinali sono 22, e l’Oceania, con appena 4 elettori.

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