DeepSeek sotto la lente del Garante per la privacy

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Garante per la protezione dei dati personali ha recentemente inviato una richiesta di informazioni a Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e a Beijing DeepSeek Artificial Intelligence, le società che forniscono il servizio di chatbot DeepSeek, sia su piattaforma web che su App. L'Autorità, considerato l'eventuale alto rischio per i dati di milioni di persone in Italia, ha chiesto alle due società e alle loro affiliate di confermare quali siano i dati personali raccolti, da quali fonti, per quali finalità, quale sia la base giuridica del trattamento, e se siano conservati su server collocati in Cina.

DeepSeek, l'azienda guidata da Liang Wenfeng, ha colto di sorpresa il mondo intero con i suoi modelli di intelligenza artificiale, arrivando alla top 10 mondiale sia in termini di performance che di popolarità. Alcuni lo definiscono il Sam Altman cinese, altri lo paragonano a Jim Simons, il pioniere degli investimenti quantitativi. Liang Wenfeng condivide molto con entrambi gli innovatori e il suo impatto potrebbe essere altrettanto grande.

Satya Nadella, CEO di Microsoft, si è detto molto impressionato dalle capacità di DeepSeek, l'intelligenza artificiale sviluppata da una piccola startup cinese che ha dimostrato di possedere capacità straordinarie. Tuttavia, il Garante per la privacy italiano ha acceso un faro su DeepSeek, aprendo un'indagine per verificare la sicurezza dei dati e la protezione della privacy degli utenti italiani.

L'Autorità ha chiesto alle società coinvolte di fornire dettagli specifici riguardo ai dati personali raccolti, le fonti di tali dati, le finalità del trattamento, la base giuridica e la localizzazione dei server.

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