F1, si rivede il gp dell’Arabia? E Racing Bulls: aggiornamenti già da Miami

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pausa forzata, quella che il calendario della Formula Uno si è trovato ad affrontare dopo la cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita (eventi saltati per via del conflitto in Medio Oriente, una decisione presa da FIA e Liberty Media per motivi di sicurezza), ha generato uno scenario inedito per quanto riguarda lo sviluppo tecnico delle vetture. Se da un lato, infatti, i vertici del circus stanno valutando la possibilità di riportare in calendario proprio il round saudita, dall’altro le scuderie si trovano a dover gestire una tempistica atipica per l’introduzione delle evoluzioni stagionali. A finire sotto la lente d’ingrandimento è in particolare il caso della Racing Bulls, il cui team principal Alan Permane ha spiegato come la rivoluzione del calendario abbia costretto la sua squadra a una strategia di aggiornamenti a diritto singolare.

Il paradosso degli upgrade: li vedremo a Miami, ma dureranno solo fino al Canada

L’assenza delle tappe mediorientali, che avrebbero dovuto fungere da banco di prova per i primi veri pacchetti evolutivi della stagione 2026, ha spinto la squadra di Faenza a ricalcolare le tempistiche. Come spiega direttamente Permane, la situazione è paradossale ma chiarissima: “Avevamo un aggiornamento piuttosto consistente pianificato per il Bahrain – ha dichiarato il dirigente – e questo lo vedremo ovviamente in pista a Miami”. L’aspetto più curioso, però, riguarda ciò che accadrà subito dopo. Parallelamente allo sviluppo del primo pacchetto, infatti, la Racing Bulls ha proseguito il lavoro su un secondo lotto di novità, inizialmente previsto per Montreal. Il risultato, data la compressione del calendario, è che alcune delle parti nuove montate sulle monoposto nel weekend statunitense verranno rimpiazzate già nella successiva tappa canadese. Una situazione che Permane definisce “atipica”, dettata semplicemente dal modo in cui si sono rimodulate le date: non c’era modo fisico di portare entrambi gli upgrade in Florida, e quindi si assisterà alla strana evenienza di vedere componenti sostituiti quasi in tempo reale.

Un’altra pista per il finale: si parla di un poker di gare consecutive

Mentre i team si adattano a questa logistica forzata, il fronte opposto del paddock – quello della promozione e del calendario – sembra muoversi su un altro binario. Secondo quanto riportato da alcuni media internazionali, FIA e Liberty Media starebbero lavorando sottotraccia per reintegrare il Gran Premio dell’Arabia Saudita nel calendario 2026. La gara, che doveva corrersi ad aprile, è stata una delle vittime illustri del conflitto; ora, però, si sta facando strada l’ipotesi di un suo recupero a ridosso della fine della stagione. L’idea, che al momento non ha ricevuto alcuna conferma ufficiale né tantomeno una ratifica, porterebbe a un epilogo del mondiale a dir poco denso. Se la trattativa andasse in porto, infatti, assisteremmo a un finale di campionato con quattro Gran Premi in rapida successione: un poker di gare che si aggiungerebbe alla tradizionale chiusura in Medio Oriente, creando un rush finale di notevole intensità per i team.

Lawson e i numeri: solidità in pista e un obiettivo chiaro

Sul fronte prettamente sportivo, la Racing Bulls può dirsi soddisfatta dell’avvio di questa annata. I numeri, del resto, parlano chiaro: con 14 punti conquistati finora, la squadra ha raccolto il doppio rispetto alle prime tre gare del 2025, un dato che la avvicina pericolosamente alla casa madre Red Bull, distante soltanto due lunghezze. Liam Lawson si sta rivelando un punto di riferimento solido, mentre Arvid Lindblad, unico rookie in griglia, ha già mostrato sprazzi del suo talento. Lo stesso Lawson, analizzando il momento, ha sottolineato come l’evoluzione della monoposto sarà “enorme” e come la power unit rappresenti al momento la vera forza del gruppo. La sosta forzata, in questo senso, ha permesso al team di lavorare su aspetti che solitamente restano in secondo piano, nella speranza di consolidare la propria posizione in un gruppo di centro classifica che si preannuncia più combattuto che mai.

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