Trasporto simultaneo di organi salva la vita a tre persone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lo scorso novembre, la Rete nazionale trapianti ha coordinato una serie di donazioni e trapianti incrociati tra coppie incompatibili, permettendo a tre pazienti di ricevere un rene e di tornare a una vita normale. Un uomo, in perfette condizioni di salute, ha scelto di donare uno dei suoi reni non per aiutare un familiare o un amico, ma per offrirlo a uno sconosciuto in lista d’attesa per il trapianto. Questo gesto di altruismo ha dato il via a una catena di donazioni che ha coinvolto tre ospedali: Padova, L’Aquila e Bologna.

La perfetta organizzazione preliminare e la velocità del trasporto hanno permesso ai poliziotti della Stradale di consegnare i tre reni pronti per essere trapiantati in altrettanti pazienti. È la prima “donazione samaritana” in Italia dal 2019, un evento che non si verificava da oltre cinque anni e mezzo, ovvero dall'inizio della pandemia di Covid-19. Il governatore veneto Zaia ha sottolineato come questo sia un segnale forte di una sanità efficiente e ben organizzata.

Il trapianto “samaritano” di rene, che ha avuto successo tra Padova, Bologna e L’Aquila, rappresenta un concatenarsi virtuoso di generosità, scienza, preparazione clinica e perfetto sincronismo tra più centri trapianto. La catena umana realizzata è partita dal Centro Trapianti Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedale Università di Padova, al quale il donatore samaritano si è rivolto per il suo straordinario gesto di altruismo.

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