Uova Avicola Alberti Tamara richiamate per rischio chimico: i lotti e le scadenze da controllare

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il Ministero della Salute ha pubblicato un nuovo avviso di richiamo riguardante alcune confezioni di uova fresche commercializzate nel nostro Paese. Il provvedimento, datato 26 settembre 2026, dispone il ritiro immediato dagli scaffali di negozi e supermercati di una serie di lotti di «uova da allevamento a terra speciali pasta gialla» a marchio Avicola Alberti Tamara.

Il prodotto coinvolto e i lotti da controllare

A finire sotto la lente del dicastero di Lungotevere Ripa sono le confezioni in cartone da sei uova, per un peso complessivo di circa 350 grammi. I lotti interessati coincidono con le date di scadenza del prodotto, calcolate a 28 giorni dalla deposizione. Nello specifico, le scadenze da verificare sono quelle del 7, 8, 9 e 10 ottobre 2026.

La produzione e il confezionamento fanno capo all’Azienda Agricola Alberti Tamara di Mariani Wilson, che opera nello stabilimento di via Giarola 2 a Ventasso, in provincia di Reggio Emilia, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, il cui logo compare anche in etichetta.

La motivazione ufficiale del ritiro

Nel documento emesso dal Ministero della Salute viene specificato che il ritiro dal commercio è stato predisposto a seguito di una non conformità rilevata sul prodotto, classificata come «rischio chimico». La scheda pubblica non fornisce ulteriori dettagli sulla natura precisa della sostanza o sulle cause all’origine della problematica. Si tratta, quindi, di un intervento di natura precauzionale, ma che assume particolare rilevanza considerando la vasta distribuzione del formato da sei uova nei punti vendita della grande distribuzione organizzata.

Il quadro delle ultime allerte alimentari

La pubblicazione di questa scheda si inserisce in una serie di controlli serrati registrati nelle ultime settimane sul portale ministeriale dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori.

Tra le segnalazioni più recenti figurano il blocco di hamburger di bufalo e di pomodorini ciliegino per contaminazione da salmonella, il richiamo di partite di calamaro congelato per valori di cadmio superiori ai limiti di legge e, circa dieci giorni fa, il precedente stop a diversi marchi di uova per rischio microbiologico legato proprio alla possibile presenza di salmonella sulla superficie del guscio.

Le indicazioni per chi ha acquistato il prodotto

In via precauzionale, i consumatori che si trovassero in possesso delle confezioni appartenenti ai lotti segnalati sono invitati a non consumare le uova e a verificare con attenzione le informazioni riportate sul cartone. In caso di corrispondenza con le date di scadenza indicate nell’avviso, il prodotto può essere riconsegnato al punto vendita dove è stato acquistato, che provvederà al rimborso o alla sostituzione secondo le procedure interne del negozio.

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