Hideo Kojima racconta i suoi progetti tra spy story classiche e horror sperimentali
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Redazione Scienza e Tecnologia
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In una conversazione con il portale giapponese Ananweb, il visionario game designer Hideo Kojima ha finalmente condiviso alcuni dettagli, filtrati dalla sua consueta vena ironica, sui due titoli che impegnano il suo studio. Pur senza addentrarsi in tecnicismi prematuramente, l'autore ha tracciato una netta linea di demarcazione tra i due lavori, illustrandone natura e stato di avanzamento in modo piuttosto chiaro. Da una parte c'è "Physint", annunciato come un ritorno alle origini nel genere dello spionaggio; dall'altra, "OD" si conferma un esperimento più radicale e misterioso, il cui sviluppo, del resto, non è stato esente da intoppi significativi.
Physint, la sicurezza di un genere consolidato
È proprio su "Physint" che Kojima si è espresso con maggiore disinvoltura, quasi con nonchalance. "Per quanto riguarda Physint, essendo un gioco di spionaggio, potrei praticamente farlo nel sonno", ha scherzato il creatore, sottolineando come la struttura di base – un agente che si infiltra, viene individuato, combatte e procede eliminando le minacce con furtività – costituisca per lui un terreno familiare. Quella frase, pronunciata ovviamente in tono scherzoso, cela però una verità professionale: dopo decenni di sperimentazione nell'ambito dello stealth action, un genere di cui è considerato un pioniere, Kojima si muove su quel campo con una padronanza assoluta. Il progetto, che promette di essere un'esperienza ibrida tra cinema e videogioco, procede quindi su binari ben tracciati, permettendo allo studio di lavorare con una certa sicurezza operativa, lontana dalle incognite che invece caratterizzano l'altro Titolo in cantiere.
OD, l'incognita di un horror rivoluzionario
Ben diverso è il discorso per "OD", presentato come un titolo horror che punta a rivoluzionare il genere. Kojima stesso ha ammesso, sempre con una punta di ironia, di non sapere nemmeno se il concept funzionerà, definendolo qualcosa di "totalmente unico". Questo approccio sperimentale si scontra, però, con una realtà produttiva complessa. Lo sviluppo del gioco, infatti, ha subito un'importante battuta d'arresto tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025 a causa di una serie di scioperi nel settore. A questo si è aggiunta l'ansia dei fan, che avevano temuto un'interruzione del lavoro dopo i numerosi licenziamenti avvenuti in Microsoft all'alba del 2025, società con cui Kojima Production collabora per il progetto. Il silenzio stampa mantenuto fin dal primo annuncio non ha fatto che alimentare ulteriori dubbi sul suo reale stato di salute.
Due percorsi paralleli e distinti
Ne emerge quindi un quadro di due percorsi creativi divergenti. Mentre "Physint" rappresenta per Kojima una sorta di ritorno a casa, un esercizio di stile in un linguaggio che ha contribuito a forgiare e che domina con scioltezza, "OD" si configura come una scommessa ben più alta e rischiosa. Il primo punta a perfezionare e forse transcodificare in una nuova forma di intrattenimento interattivo una formula collaudata; il secondo cerca di forzarne i confini, accettando di correre il rischio di fallire. Questa dualità, tra la rassicurante maestria in un genere classico e la pericolosa esplorazione di territori inediti, definisce l'attuale fase della Kojima Production, sospesa tra la celebrazione del proprio passato e la sfida di ridefinire il futuro dei videogiochi.
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