Banco Bpm punta gli occhi su Banca di Asti, ma la trattativa principale è un'altra
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Redazione Economia
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Mentre i listini europei, nella loro seduta odierna, navigano in acque contrastanti – con il Ftse Mib che, seppur in lieve flessione, si aggira intorno ai massimi di periodo –, una nuova mossa si profila all’orizzonte per quanto concerne il risiko bancario italiano. Banco Bpm, che già detiene una quota del 9,9% di Banca di Asti, avrebbe infatti formalizzato una manifestazione di interesse per una partecipazione più consistente nell’istituto di credito piemontese. L’ipotesi, che circola da tempo nei corridoi finanziari, prevede la possibilità che la banca guidata da Giuseppe Castagna possa acquisire ulteriori azioni, fino a raggiungere una quota di controllo, direttamente dalla Fondazione Cr Asti, azionista di riferimento della Cassa di Risparmio.
Le smentite formali e il gioco delle parti
A raffreddare, almeno pubblicamente, gli entusiasmi ci ha pensato la stessa Fondazione Cr Asti, la quale, con un comunicato stringato, ha dichiarato di non aver ricevuto “alcuna comunicazione formale” in merito a una simile operazione. Una smentita, questa, che si limita a registrare l’assenza di documenti ufficiali sullo scrittoio, senza peraltro sconfessare del tutto le trattative che potrebbero svolgersi su un piano più informale e riservato, come spesso accade in simili frangenti. Un gioco di specchi, insomma, dove le dichiarazioni pubbliche e le mosse effettive seguono percorsi non sempre paralleli.
L’operazione regina con Crédit Agricole
Benché la possibile acquisizione di Banca di Asti catturi l’attenzione, fonti vicine alla situazione dipingono un quadro strategico differente. L’operazione che realmente impegna i vertici di Banco Bpm, definita senza giri di parole come “l’operazione regina”, sarebbe infatti quella che li vede al tavolo con Crédit Agricole Italia. Questo dossier, di portata ben più ampia e dalle implicazioni sistemiche, rappresenta il vero fulcro delle attività di espansione e consolidamento; un negoziato complesso, sul quale si concentrano le energie principali, mentre la vicenda astigiana rimarrebbe, al momento, un contorno. Una possibilità che, se realizzata, non modificherebbe la sostanza del disegno complessivo.
Il contesto di mercato e le prospettive
In uno scenario finanziario ancora in bilico, attento agli sviluppi della crisi politica francese e alle trattative nel Congresso statunitense per scongiurare lo shutdown, le mosse delle banche italiane sono osservate con particolare interesse. L’eventuale ingresso di Banco Bpm nel capitale di Banca di Asti, pur non essendo l’asse portante della sua strategia, si inserisce in quel processo di riassetto del settore creditizio che continua a caratterizzare il panorama nazionale, il quale vede protagonisti, loro malgrado, anche molti piccoli istituti di territorio.




