Banco Bpm nel mirino di Banca di Asti, ma la Fondazione smentisce
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Redazione Economia
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Il panorama creditizio italiano, sempre in fermento, torna a registrare un potenziale movimento che coinvolge Banco Bpm e la Cassa di Risparmio di Asti. Secondo quanto riportato da diverse testate, l'istituto guidato da Giuseppe Castagna avrebbe infatti piazzato un formale segnale d'interesse verso una fetta della realtà bancaria piemontese, un'ipotesi che, sebbene circolasse da tempo in ambienti finanziari, sembrerebbe aver ora trovato una prima, concreta manifestazione. Tale mossa andrebbe ad aggiungersi alla quota del 9,9 per cento che Banco Bpm detiene già nel proprio portafoglio, un dato non trascurabile che delinea un quadro strategico in divenire.
La posizione ufficiale della Fondazione
A raffreddare immediatamente gli entusiasmi e a gettare un cono d'ombra sull'intera vicenda, è però intervenuta con una nota ufficiale la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, principale azionista di riferimento. Il presidente Livio Negro, in un comunicato stampa diffuso per contrastare le voci apparse sui giornali, ha categoricamente precisato come "non sia pervenuta alcuna comunicazione formale in tal senso". Questa dichiarazione, netta e senza mezzi termini, sembra pertanto smentire la possibilità che, almeno al momento attuale, esista un negoziato ufficiale tra le parti, lasciando la trattativa in un limbo fatto di indiscrezioni non ancora confermate dagli attori principali.
Il valore di un presidio territoriale
Sulla questione, che tocca da vicino gli equilibri economici del territorio, si è espresso anche il sindaco della città, Maurizio Rasero, il quale ha voluto ribadire il ruolo centrale che la banca ricopre per l’intera area. "Come già detto nei mesi scorsi, la Banca di Asti è da sempre un punto di riferimento fondamentale per l’economia locale, l’occupazione e il tessuto sociale", ha affermato, sottolineando implicitamente l'importanza di qualsiasi decisione che ne possa alterare l'assetto proprietario e, di conseguenza, la vocazione. La sua presa di posizione riflette una preoccupazione diffusa, che va al di là delle mere dinamiche finanziarie, investendo la sfera sociale e occupazionale di un'istituzione radicata nel territorio.
Lo scenario più ampio e l'operazione principale
Nonostante il rumore suscitato dalla possibile operazione su Banca di Asti, fonti ben informate tendono a ridimensionarne il reale impatto strategico all'interno dei piani di Banco Bpm. A quanto si apprende, infatti, l’affare che rimane al centro delle attenzioni della bassa milanese sarebbe un altro, ben più sostanzioso: il dialogo con Crédit Agricole Italia. Quest'ultima, definita senza giri di parole come la vera "'operazione regina'" su cui si sta lavorando, rappresenta il fulcro delle manovre di espansione. L'interesse per la realtà astigiana, pertanto, viene letto dagli analisti più come un contorno, un'eventualità che, se pure si realizzasse, non modificherebbe in modo significativo la struttura del gruppo.




