Unicredit-Banco Bpm: l’Ue dà il via libera alla fusione, ma cederanno 209 filiali
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Redazione Economia
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L’Antitrust europeo ha approvato l’acquisizione di Banco Bpm da parte di Unicredit, chiudendo un’indagine durata mesi e accogliendo gli impegni presentati dalla banca di piazza Gae Aulenti per preservare la concorrenza nel settore. La decisione, però, non riguarda il golden power, la cui valutazione è stata rinviata, mentre è stata respinta la richiesta dell’Autorità garante italiana di spostare la competenza sul caso a livello nazionale.
La Commissione Europea, attraverso la Direzione generale per la Concorrenza (DgComp), ha ritenuto sufficienti le misure proposte da Unicredit, che includono la cessione di 209 sportelli per evitare una concentrazione eccessiva nel mercato bancario italiano. «Gli impegni assunti risolvono pienamente le preoccupazioni», si legge nella nota ufficiale, che sottolinea come l’operazione potrà procedere solo a patto che vengano rispettate queste condizioni. L’approvazione arriva nonostante le perplessità iniziali, legate soprattutto alla possibile riduzione della concorrenza in alcune aree del Paese dove le due banche hanno una presenza significativa.
Intanto, l’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Unicredit rimane sospesa, in attesa degli sviluppi normativi. L’operazione, che rientra nel più ampio processo di consolidamento del settore bancario italiano, è stata valutata in base al regolamento Ue sulle concentrazioni, senza che Bruxelles si esprimesse sul profilo del golden power, strumento che permette al governo di intervenire in casi di rilevanza strategica.
Domenico De Angelis, condirettore generale di Banco Bpm, ha commentato la situazione durante un incontro a Vicenza, parlando di «risiko bancario» e lasciando intendere che la strategia di Unicredit non sia ancora del tutto chiara. «Nessuno ha capito il loro piano su di noi», ha detto, prima di deviare il discorso sullo sport, citando l’acquisto del Vicenza Calcio da parte di Renzo Rosso e il sostegno della sua banca alla pallavolo femminile a Novara. Un parallelismo che, al di là dell’aneddoto, sembra voler sottolineare l’importanza delle radici territoriali per un istituto come Banco Bpm.




