Cuffaro, lo sfogo intercettato sulla Ruvolo e le nomine nella sanità siciliana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le intercettazioni dei carabinieri del Ros, che risalgono all'ottobre del 2023, restituiscono un Totò Cuffaro nient'affatto composto mentre, durante una conversazione telefonica con Roberto Colletti, all'epoca direttore generale dell'Arnas Civico, si lascia andare a un pesante sfogo contro Margherita La Rocca Ruvolo, deputato di Forza Italia. L'ex presidente della Regione, che non usa mezzi termini, accusa la Ruvolo di aver gestito in solitaria alcune designazioni nell'ambito sanitario, operando in un modo che, a suo dire, avrebbe avvantaggiato anche il marito; una dinamica, questa, che si colloca nel periodo di forti tensioni politiche per l'assegnazione degli incarichi ai vertici delle aziende sanitarie dell'isola.

Il sistema di potere denunciato dal circolo Vittoria Giunti

Sui fatti emersi dalle indagini della Procura di Palermo, le quali investigano sul cosiddetto "sistema Cuffaro", è intervenuto con toni durissimi il circolo Vittoria Giunti. In un documento diffuso di recente, l'organizzazione descrive una macchina del potere radicata e pervasiva, che andrebbe ben al di là delle responsabilità dei singoli individui. "Non siamo affatto sorpresi dal quadro che emerge", si legge nella nota, la quale sottolinea come si tratti di un meccanismo da smantellare, profondamente innervato nella sanità siciliana.

I precedenti rapporti di consulenza firmati dall'assessore Albano

Dagli atti ufficiali dell'assessorato alla Famiglia, guidato da Nuccia Albano – espressione della Dc nel governo regionale di Schifani –, affiora un altro tassello. Emergono, infatti, i rapporti di consulenza dell'avvocato Laura Abbadessa, i quali furono formalizzati con incarichi firmati proprio dall'assessore Albano a partire dal marzo del 2023 e proseguiti fino all'anno in corso. Questi incarichi risultano antecedenti di due anni all'elezione della stessa Abbadessa a presidente della Dc siciliana, avvenuta all'unanimità in una convention a Siracura.

La visione di Cracolici: una Regione predata e un governo inadeguato

Sull'intera vicenda, che vede coinvolto Cuffaro – con la Procura di Palermo che ha richiesto per lui l'arresto con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione e turbativa – e altri, si è espresso anche Antonello Cracolici, presidente della Commissione antimafia regionale. Cracolici, in un'intervista, dipinge un quadro fosco della situazione, definendo la Sicilia come "la Sicilia dei predatori" e giudicando l'operato dell'esecutivo regionale come inadeguato. "La Regione è tornata a essere un luogo di mera intermediazione in cui si diffonde la pratica della corruzione", ha affermato, evidenziando un "abbassamento complessivo del rigore e della prudenza".

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