L'indagine che scuote la Dc e i nodi della sanità siciliana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “L’indagine su Cuffaro ci ha travolto ma molti di noi erano inconsapevoli. Mi sono sentita tradita”. La dichiarazione, che arriva da una figura interna al partito, fotografa lo smarrimento nella Dc, della quale è vicepresidente nazionale, dopo le rivelazioni dell’inchiesta penale. Saranno i magistrati, come è loro compito, a stabilire la sussistenza di eventuali illeciti e a individuarne le precise configurazioni, un percorso che richiederà i suoi tempi. Tuttavia, la politica non può, secondo questa prospettiva, demandare esclusivamente all’autorità giudiziaria l’onere di esprimere un giudizio netto su quanto emerso, assumendosi in prima persona la responsabilità di prendere posizioni chiare.

Il circolo Vittoria Giunti: "Un sistema di potere da smantellare"

Sui fatti che stanno scuotendo la sanità regionale, il circolo Vittoria Giunti è intervenuto con un documento dai toni particolarmente duri. La posizione, che si concentra sulle indagini della Procura di Palerno sul cosiddetto “sistema Cuffaro”, delinea la denuncia di un meccanismo di potere radicato e pervasivo, che andrebbe ben al di là delle responsabilità dei singoli individui. “Non siamo affatto sorpresi dal quadro che emerge”, si legge nella nota, la quale sottolinea come si tratti di una struttura consolidata che necessiterebbe di uno smantellamento completo.

I rapporti di consulenza pre-elettorali

Dagli atti ufficiali dell’assessorato alla Famiglia, guidato da Nuccia Albano – espressione della Dc all’interno dell’esecutivo regionale –, affiorano i dettagli che legano Laura Abbadessa al partito. I rapporti di consulenza per la Regione, formalmente firmati dall’assessore Albano, hanno avuto inizio nel marzo del 2023, quindi ben due anni prima della sua elezione a presidente della Dc siciliana, avvenuta all’unanimità lo scorso giugno. Questi incarichi, che si sono protratti fino all’anno in corso, pongono una questione di continuità tra l’attività professionale e l’impegno politico successivo.

La visione di Cracolici: "La Sicilia dei predatori"

Interpellato sulla situazione, il presidente della Commissione antimafia regionale Antonello Cracolici ha espresso un giudizio severo sull’attuale contesto. “Vedo quello che appare evidente a tutti”, ha affermato, descrivendo una Regione ridotta a un luogo di mera intermediazione dove si diffonde la pratica della corruzione. Cracolici, senza mezzi termini, ha parlato di una “Sicilia dei predatori” e ha definito il governo regionale inadeguato, evidenziando un generale abbassamento dei livelli di rigore e di prudenza nell’amministrazione.

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