Il continente africano si divide: le prove nascoste nei dati magnetici di mezzo secolo fa
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Redazione Esteri
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Nell'arido e impervio triangolo dell'Afar, nel nord dell'Etiopia, la Terra mostra i segni di un travaglio geologico che, seppur lento, è inesorabile. È qui che tre grandi sistemi di rift – il Mar Rosso, il Golfo di Aden e il Rift dell'Africa Orientale – convergono in un unico nodo tettonico, un punto dove la crosta continentale, sottoposta a forze immani, si assottiglia e si frattura. Questo processo, che si dispiega su una scala temporale di milioni di anni, rappresenta la genesi di un nuovo oceano, destinato a separare una porzione del Corno d'Africa dal resto del continente.
Una miniera di dati riscoperta dopo decenni
A gettare nuova luce su questo fenomeno monumentale è stato uno studio, pubblicato sul Journal of African Earth Science, che ha riesumato e analizzato con tecniche moderne un vasto archivio di dati aeromagnetici rimasto praticamente inedito. Quei dati, raccolti tra il 1968 e il 1969 durante campagne di rilevamento nella regione, costituivano una miniera d'informazioni sepolta, la cui lettura contemporanea ha permesso di ricostruire con un dettaglio senza precedenti la struttura crostale di quell'area cruciale.
La mappa magnetica che svela l'evoluzione tettonica
Integrando quei dati storici con informazioni più recenti provenienti dalle aree del Mar Rosso, del Golfo di Aden e dello Yemen, i ricercatori – coinvolgendo l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'Università di Keele e consulenti geologici – hanno potuto riesaminare l'evoluzione della cosiddetta Afar Triple Junction. L'analisi delle anomalie magnetiche, che sono come l'impronta digitale della crosta terrestre, ha permesso di tracciare i confini tra le placche arabica, somala e nubia, delineando con maggiore chiarezza come la frattura continentale si sia progressivamente sviluppata e approfondita nel tempo.
Il lento ma inarrestabile spostamento delle placche
Quello che emerge dalla ricerca è un quadro dinamico, sebbene lentissimo, di un continente in trasformazione. Le forze tettoniche, infatti, continuano ad allargare quelle spaccature, assottigliando sempre di più la litosfera fino al punto in cui, in un futuro lontanissimo, l'acqua del mare potrà invadere la depressione. Questo processo, che oggi osserviamo in una fase embrionale e continentale, è lo stesso che, decine di milioni di anni fa, portò alla formazione di bacini oceanici come l'Atlantico. L'Africa, dunque, offre una finestra unica sul passato geologico del pianeta e su ciò che accade mentre un oceano sta, lentamente, nascendo.




