Robert De Niro riceve la Lupa Capitolina, parla di politica americana
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Robert De Niro, la cui carriera ha segnato in maniera indelebile la storia del cinema mondiale, ha ricevuto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri la Lupa Capitolina, la massima onorificenza che la città riserva a personalità di spicco. La cerimonia, che si è svolta in Campidoglio, è stata volutamente organizzata in forma privata, un gesto di rispetto in seguito alla tragica scomparsa di un operaio nel crollo della Torre dei Conti; nonostante le misure di sicurezza, un centinaio di persone, romani e turisti, hanno atteso a lungo all'esterno del municipio per poter vedere l'attore. A rendere particolarmente significativo l'evento è stata la presenza di una rappresentanza della Giuria Young Adult di Alice nella Città, composta da dieci ragazzi, tra i quattordici e i diciannove anni, selezionati da diversi istituti scolastici di Roma e provincia, quasi a simboleggiare un passaggio di testimone ideale tra un maestro della recitazione e le nuove generazioni.
Un legame profondo con la città eterna
Nel corso dell'incontro, De Niro ha espresso la sua profonda gratitudine per un riconoscimento che, come ha sottolineato, assume per lui un valore particolare data la sua discendenza italiana. Ha definito Roma "un'opera d'arte", dichiarandosi onorato di un premio che celebra non solo il suo lavoro ma anche un legame personale e culturale con la città. L'attribuzione della Lupa Capitolina, che viene conferita per l'eccezionale valore culturale e artistico di una carriera, arriva in un momento in cui De Niro ha rinsaldato la sua presenza nella capitale, avendo recentemente inaugurato in via Veneto il Nobu Hotel, un albergo di lusso che aggiunge un nuovo tassello al suo rapporto con Roma.
Le dichiarazioni a caldo sulla politica statunitense
Proprio in occasione di questi eventi romani, l'attore si è lasciato andare a commenti sull'attualità politica del suo paese. Parlando dell'elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York, De Niro ha confessato di aver "sperato, sperato" in quella vittoria, aggiungendo di augurarsi sinceramente che il nuovo primo cittadino riesca a realizzare i progetti che ha in mente. Si tratta di un'espressione di sostegno che, seppur misurata, delinea un chiaro orientamento rispetto alla scena pubblica americana.
Il netto distacco dalla presidenza Trump
Ben diverso, e senza mezzi termini, è stato invece il tono utilizzato per riferirsi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L'attore, con una franchezza che non ha cercato sotterfugi, ha affermato di provare vergogna per lui, specificando di sentirsi imbarazzato, in quanto americano, dall'essere rappresentato da una figura del genere. Queste parole, pronunciate in terra italiana, risuonano come un'eco dei suoi precedenti e noti dissapori politici, offrendo uno spaccato delle profonde divisioni che caratterizzano il panorama politico statunitense, anche al di fuori dei suoi confini nazionali.




