Robert De Niro, tra la Lupa e il sakè: a Roma un nuovo tempio del lusso e un impegno politico che non conosce sosta
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’ex Jumeirah Grand Hotel di Via Veneto, strada iconica di quella Dolce Vita ormai entrata nell’immaginario collettivo, ha cambiato pelle, inaugurando una nuova era di ospitalità raffinata. Il luogo, che ha riaperto i battenti come Nobu Hotel and Restaurant Roma, segna un’importante espansione per Nobu Hospitality, la cui rete globale conta adesso un portfolio di 46 hotel, 57 ristoranti e 20 residenze, alcuni già operativi e altri in fase di sviluppo in varie parti del mondo. L’evento inaugurale, caratterizzato dall’antica Cerimonia del Sakè, un rituale di purificazione e buon auspicio, ha sancito l’ingresso del brand nella capitale, il primo nel nostro paese, unendo simbolicamente la tradizione giapponese all’eleganza romana.
Un riconoscimento nell'ombra del lutto
La giornata romana di Robert De Niro, però, è stata scandita da un doppio registro, che ha intrecciato i fasti dell’alta ristorazione con i toni più pacati di un riconoscimento istituzionale. In Campidoglio, infatti, l’attore e regista ottantaduenne ha ricevuto la Lupa Capitolina, la massima onorificenza conferita dalla Capitale. La cerimonia, come è stato riferito, si è svolta a porte chiuse, in un clima di necessaria compostezza dettato dal lutto cittadino seguito al recente e tragico crollo della Torre dei Conti, un evento che ha profondamente scosso la popolazione, richiedendo il massimo rispetto.
L’entusiasmo per una vittoria politica
Nonostante l’atmosfera di celebrazione per il nuovo avamposto di lusso, è stato un evento di natura politica ad accendere con più vigore l’animo di De Niro. Vestito di marrone e per gran parte del tempo pacato, l’attore ha mostrato un trasporto genuino parlando dell’elezione del nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani. Una vittoria, la sua, che sembra aver entusiasmato De Niro persino più dell’apertura del suo hotel-ristorante sullo storico viale. Per l’artista, che da anni espone pubblicamente e senza veli la sua forte opposizione al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, quella vittoria rappresenta una prova tangibile, quasi una conferma, che l’impegno civile e la mobilitazione dei cittadini possono effettivamente produrre un cambiamento. “Ora riprendiamoci l’America”, ha dichiarato con tono risoluto, sintetizzando in una frase quella che appare come una missione personale e collettiva.
Un brand in costante crescita
L’arrivo del Nobu a Roma, al di là degli aspetti cerimoniali e delle dichiarazioni personali, si inserisce in un disegno di crescita meticoloso e ambizioso. Quella nella capitale non è una semplice apertura, bensì una tappa strategicamente significativa nell’ampliamento dell’impero di Nobu Hospitality, che continua a consolidare la sua presenza internazionale. L’offerta, che combina sistemazioni di alto livello con la cucina giapponese d’autore resa celebre dallo chef Nobu Matsuhisa, punta a catturare una clientela globale e sofisticata, proponendo un’esperienza che va oltre la ristorazione, abbracciando uno stile di vita vero e proprio. Se ne vedono ormai molti, di locali e alberghi che si definiscono esclusivi, ma pochi riescono a costruire un’identità così riconoscibile e desiderabile in ogni angolo del pianeta.




