Robert De Niro inaugura a Roma il suo hotel di lusso, tra cinema e politica

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   “Cosa posso chiedere di più?”: con questa riflessione, Robert De Niro ha presentato a Roma il suo nuovo tempio del lusso, il Nobu Hotel and Restaurant, insediandosi in un luogo simbolo come via Veneto, là dove un tempo sorgeva il celebre Grand Hotel. L’apertura, ufficializzata il 6 novembre 2025 con la tradizionale e suggestiva cerimonia del sakè, segna non solo l’ingresso del marchio di lifestyle fondato dall’attore insieme allo chef Nobu Matsuhisa e a Meir Teper nel mercato italiano, ma rappresenta anche l’ultimo tassello di una strategia di espansione europea che vede un altro pezzo di città finire nel portafoglio di un’azienda straniera. L’atmosfera, preparata dalle musiche di Ennio Morricone, ha fatto da cornice a un evento che ha intrecciato memoria cinematografica e attualità, mentre l’interprete di “Toro scatenato” e l’ex sindaco Walter Veltroni si presentavano davanti a una platea di giovani.

Un atto d'amore che viene da lontano

I ricordi sono volati direttamente agli anni ’80, quando De Niro e il regista Sergio Leone lavoravano insieme a quello che sarebbe diventato uno dei capolavori del cinema mondiale. “Abbiamo lavorato per più di un anno”, ha rammentato l’attore, sottolineando come la percezione, durante le riprese, fosse che per il maestro di “Per un pugno di dollari” quel film costituisse un autentico atto d’amore; era qualcosa da cui non volesse distaccarsi, quasi temendone la fine. Quel legame profondo con l’Italia e la sua cultura, che si è andato costruendo nel tempo, trova oggi una concretizzazione in questa operazione immobiliare e alberghiera, la quale fonde lo stile giapponese con l’eleganza italiana in un connubio di alto livello.

Lo stile Nobu nel cuore della capitale

Il debutto italiano della catena, ribattezzata in questa sede De Niro Tower, propone un’ospitalità di lusso contemporaneo che si articola in un hotel e un ristorante, consolidando la presenza del gruppo nella penisola e proiettandolo in una nuova fase di sviluppo. L’inaugurazione, vissuta con partecipazione, ha visto il suo momento più simbolico proprio nel rito del sakè, un gesto che unisce tradizione e visione imprenditoriale, mentre la struttura si appresta ad accogliere una clientela internazionale disposta a sostenere costi molto elevati per una notte. L’operazione, di per sé, delinea un panorama in cui l’ospitalità di alto rango si concentra in mani straniere, pur attingendo a piene mani dal patrimonio estetico e culturale locale.

Le parole sull'America e il presente

In un contesto che andava ben oltre la mera presentazione commerciale, Robert De Niro non ha trascurato di esprimere il suo pensiero sulla situazione politica statunitense, affermando con decisione che l’America di oggi non è più il suo paese. L’attore ha dichiarato di volerla indietro, esprimendo la preoccupazione che essa possa trasformarsi in una dittatura fascista, senza tuttavia scendere in ulteriori dettagli o specificazioni. Queste considerazioni, seppur pronunciate in terra romana, hanno offerto uno spaccato del suo attivismo, mostrando come la sfera pubblica e quella imprenditoriale procedano spesso di pari passo, intrecciandosi in un dialogo costante che supera i confini nazionali.

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