Gaza, situazione umanitaria disastrosa
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Redazione Esteri
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La situazione umanitaria a Gaza è oltre il drammatico, disastrosa. In questi 15 mesi, il governo israeliano ha portato avanti una guerra sproporzionata, colpendo pesantemente il sistema sanitario: meno della metà degli ospedali è ancora attivo e quelli funzionanti non garantiscono il livello di cure essenziali. Gaza è ridotta a un cumulo di macerie. Hamas promette che la città risorgerà. Emily Damari, ex ostaggio, esprime la sua gioia: "Sono tornata alla vita". Ammar Barbakh, residente di Khan Yunis, descrive il sollievo dei gazawi al risveglio dopo la prima notte senza bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza, che in 15 mesi di guerra hanno raso al suolo la maggior parte degli edifici e delle infrastrutture.
L'Ufficio Onu per i diritti umani in Palestina ha espresso allarme per una nuova ondata di violenza da parte dei coloni e delle forze di sicurezza israeliane nella Cisgiordania occupata, in concomitanza con l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco di Gaza e il rilascio di ostaggi e detenuti. Questa ondata di violenza è accompagnata da maggiori restrizioni alla libertà di movimento dei palestinesi in Cisgiordania, tra cui la chiusura completa di alcuni posti di blocco e la creazione di nuovi ingressi, confinando di fatto intere aree.
Jamal Abu Halil racconta l'odissea degli sfollati: "Quando siamo tornati nel nostro quartiere, non siamo neanche riusciti a trovare casa nostra. Orientarsi era impossibile, c'erano solo macerie". Dopo il cessate il fuoco, Jamal si è messo in viaggio verso Rafah, ma una volta arrivato non è riuscito a riconoscere il palazzo in cui abitava, fra edifici sbriciolati e pilastri monchi che non reggono più nulla.




