Ranieri contro Rosetti: la Roma e la storia infinita con gli arbitri
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Redazione Sport
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Claudio Ranieri, dopo l’1-1 tra Porto e Roma in Europa League, non ha trattenuto le critiche verso Tobias Stieler, l’arbitro designato per la partita, e Roberto Rosetti, designatore arbitrale della Uefa. «Se è stato Rosetti a scegliere Stieler per questa gara, allora si capisce tutto», ha dichiarato il tecnico giallorosso, evidenziando come l’arbitro tedesco, in 21 partite dirette in competizioni europee, abbia visto la squadra in trasferta pareggiare 9 volte e perdere tutte le altre. Un dato che, secondo Ranieri, non è casuale e che ha influito pesantemente sull’esito del match.
La rabbia di Ranieri non è un episodio isolato, ma l’ultimo tassello di una lunga serie di tensioni tra la Roma e Rosetti, figura che da anni divide i tifosi della squadra capitolina. Già ai tempi di Franco Sensi, passando per Francesco Totti, Antonio Cassano, Daniele De Rossi e José Mourinho, Rosetti è stato spesso al centro di polemiche. Da arbitro internazionale a presidente della Commissione Arbitri Uefa, il suo nome è legato a decisioni contestate che hanno lasciato il segno nella storia recente della Roma.
Stieler, d’altra parte, non è nuovo a suscitare proteste. Quattro anni fa, in una partita di Champions League, la sua direzione di gara aveva già penalizzato l’Atalanta, scatenando polemiche simili a quelle di oggi. Ranieri, noto per la sua pacatezza, ha perso le staffe al termine della partita, arrivando a esortare i propri giocatori a non salutare l’arbitro. «Non meritava il saluto. In campo internazionale non si può vedere una cosa del genere», ha aggiunto il tecnico, sottolineando come la gestione arbitrale abbia influenzato il risultato in modo inaccettabile.
Lo sfogo di Ranieri, uomo di esperienza e di rara esuberanza, ha un peso particolare. A 73 anni, dopo una carriera lunga e variegata, il suo attacco diretto al sistema arbitrale e alla figura di Rosetti non passa inosservato. È raro vederlo così esasperato, e ancor più raro sentirlo schierarsi apertamente contro un meccanismo che, a suo dire, penalizza le squadre in trasferta.




