Dazi, Schlein attacca il governo: “Reintegri subito il fondo per l’automotive”
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Redazione Esteri
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La nuova ondata protezionista che attraversa l’Atlantico, e che è destinata a colpire con particolare violenza il comparto manifatturiero europeo, trova Elly Schlein pronta a trasformare l’allarme in un’offensiva politica diretta contro l’esecutivo. La segretaria del Partito democratico, intervenuta a margine di un’iniziativa per la campagna elettorale di Giovanni Legnini – candidato sindaco a Chieti per il centrosinistra – ha richiamato l’attenzione sull’annuncio fatto da Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti che ormai da più di un anno siede nuovamente alla Casa Bianca. “Trump ha annunciato di aumentare i dazi sulle auto europee al 25 per cento”, ha detto Schlein, sottolineando come la misura – illustrata dallo stesso Trump durante un comizio a The Villages, in Florida – rappresenti una minaccia concreta per un intero settore.
Cinque miliardi di export a rischio e un fondo che non c’è più
Secondo la leader democratica, l’impatto per l’Italia sarebbe devastante. “Abbiamo 5 miliardi di esportazioni di auto verso gli Stati Uniti”, ha spiegato, e un rincaro simile, applicato in dogana, rischierebbe di rendere i nostri veicoli improvvisamente meno competitivi. Di fronte a questa prospettiva, Schlein ha lanciato una richiesta precisa al governo: “Reintegri immediatamente quel fondo per l’automotive di cui ha tagliato l’80 per cento”. Un affondo, quest’ultimo, che riapre una feria politica già infiammata nei mesi scorsi, quando la maggioranza decise di ridimensionare le risorse destinate a sostenere una filiera in piena transizione tecnologica e ambientale.
La critica sulle bollette e la svolta mancata in Europa
In un passaggio successivo, la segretaria del Pd ha allargato il tiro, collegando la questione dei dazi a quella, apparentemente distante ma assai connaturata, del costo dell’energia. “Il governo dovrebbe fare le battaglie giuste in Europa e non le sta facendo”, ha affermato poco prima di partecipare al “Congresso delle idee” a Chieti, sempre a sostegno di Legnini. Secondo Schlein, Roma dovrebbe chiedere con forza un tetto europeo del gas: “Oggi in Italia abbiamo le bollette più care d’Europa”. Un paradosso, a suo dire, reso ancora più grave dalla scelta dell’attuale esecutivo di “dichiarare guerra alle rinnovabili”, mentre queste ultime avrebbero “un grande potenziale per creare buona impresa e lavoro di qualità, soprattutto al sud di questo Paese”.
L’annuncio di Trump e la memoria di un accordo non rispettato
L’origine della nuova stretta va cercata nelle parole stesse del presidente americano, che durante il suo intervento in Florida ha motivato la decisione con un precedente negoziale: “Abbiamo concluso un ottimo accordo commerciale, ma l’Unione europea non lo ha rispettato – ha dichiarato Trump – quindi abbiamo aumentato del 25 per cento i dazi doganali su tutte le auto e i camion che entrano negli Stati Uniti”. Sebbene l’amministrazione Usa non abbia fornito dettagli sulle clausole violate, l’effetto immediato è sotto gli occhi di tutti: una barriera che colpisce in particolare la Germania e l’Italia, con quest’ultima che rischia di vedere messa in ginocchio una delle sue eccellenze industriali. Schlein, da parte sua, ha voluto sottolineare anche una contraddizione interna alla politica estera ed energetica della premier Meloni: “Si passa dalla dipendenza dal gas di Putin a quella di Trump”, ha concluso, in un passaggio che sintetizza la sua accusa di scarsa autonomia strategica da parte del governo.
Meta description: Schlein chiede al governo di reintegrare subito il fondo per l’auto dopo l’annuncio di Trump sui dazi al 25%. Cinque miliardi di export a rischio.




